mercoledì 26 agosto 2015

La casalinga

Il sito dell'INPS mi comunica che ad oggi ho lavorato per ben 21 anni.
Metà della mia vita + 1.
Sono stata anche piuttosto fortunata perché non sono mai stata a casa, nemmeno tra un lavoro e l'altro, per più di 3 giorni.

Quindi.
Quindi per me è una novità essere disoccupata, una cosa con cui sto cercando di fare amichevolmente i conti.
Si perché dall'ultima volta che ho scritto ne sono successe di cose. Non vi ho aggiornate, è vero, ma sapete meglio di me come gira la vita no?
Sta di fatto che sono una casalinga da 3 giorni (cioè da quando il marito è tornato al lavoro) ma sono disoccupata dal 30 luglio.
Non è stata affatto una scelta facile, anzi. Ho pianto un bel po' per questo passo, ma purtroppo non avevamo altra scelta.
Avevamo?
Si, avevamo. Ci siamo dimessi in 4 nel giro di 2 giorni. Il quinto finisce venerdì.
Una catastrofe.
A parte ovvi problemi di liquidità che avevano fatto diventare lo stipendio un miraggio, a parte gli evidenti problemi mentali (e non sto scherzando) del titolare che purtroppo ha avuto un tracollo negli ultimi mesi e dava evidenti segni di squilibrio, a parte la mancanza di lavoro e di futuro, a parte tutto questo, abbiamo scoperto che non ci sono MAI stati pagati i contributi! MAI in 12 mesi.
Abbiamo fatto le cose per bene, siamo stati da un avvocato che ci ha consigliato cosa fare, abbiamo atteso, riflettuto, ponderato e agito nel giro di un mese.
Non sono fiera del mio operato, no, abbiamo lasciato l'azienda in un caos totale, pur restando a disposizione al bisogno, ma non si poteva andare avanti così.
Rispetto ai miei colleghi però, ho avuto un valore aggiunto nel mio dimettermi ed è stato per salute.
Chi mi ha seguita negli ultimi anni sa che sono passata da un pazzo all'altro. Dal Messia al Principe, due squilibrati!
Sapete quanto io sia stata male dal Messia e della mia impossibilità di dimettermi. Ecco, tutto quello "Star male" ha lasciato il segno e quindi l'enormità della situazione che si era venuta a creare, era diventata insostenibile per la mia salute.
Quindi la decisione. Sofferta. Soffertissima perché io amavo il mio lavoro!

La cosa più dura è stato rinunciare ai miei colleghi. Anche se di fatto se ne sono andati praticamente tutti. Rinunciare a loro e al mio lavoro, ai miei clienti, a tutte le mie piccole abitudini.
Ora me ne creerò delle altre, per ora qui a casa e tra un po' mi ributterò nella mischia e cercherò qualcosa.



Credo di meritarmi il perdono, nonostante tutto.
Credo di meritarmi il riposo.
Credo di meritarmi di riprendere fiato.
Predo questa insolita parentesi come la possibilità di avere davanti a me infinite opportunità.
Per ora mi limito a pulire casa, fare dolci e preparare delle cene decenti a mio marito, per ora mi basta questo!

Ciao Belle.

Vs Libby