martedì 25 giugno 2013

Fai ciao ciao con la mano....

Stamattina alle ore 8.30 ho dato le dimissioni.

Fatico a credere che il 5 di luglio sarà il mio ultimo giorno in questo ufficio, però a quanto pare è così.
Pensavo sarei stata davvero entusiasta della cosa, invece non sento niente di che. Forse il mio cervello non ha recepito ancora, troppo impegnato a distinguere i problemi, le ansie e le preoccupazioni, dalle poche e rare gioie che mi capitano.
Considerati i 4 anni e mezzo di inferno che ho passato qui dentro, dovrei essere fuori di me dalla gioia, invece non riesco a godermi nemmeno questo. Strana io!

La reazione del Messia è stata una cosa tipo "Finalmente vai fuori dalle palle così ne prendo una di più brava!" sono soddisfazioni, fino alla fine!
Quattro anni e mezzo di nevrosi, esaurimenti, pianti, nervosi, porchi, ingiurie e offese per poi sentirsi meno di una cartaccia che avvolge una gomma da masticare. Mah....

Ma del resto cosa potevo aspettarmi? Se uno è un figlio di puttana.... lo è fino in fondo.

Ovviamente mi è stato contestato il preavviso. Le impiegate hanno un mese a partire dal 1° o dal 15 del mese successivo alle dimissioni per cui io dando le dimissioni oggi avrei un mese secco a partire dal mese di luglio. Ovvio che il posto dove vado non mi aspetta, quindi sono stata generosa per conto mio e ho dato 15 gg. Ovviamente perdo un mese di stipendio......

Non importa, davvero, per me l'importante è andare via.

Il posto dove andrò non mi piace moltissimo, per quel che ho visto, ma non ho avuto scelta. Proprio no.

Inizio una nuova avventura, sperando non sia una tragedia come questa che sta per concludersi. Che tutti i lavori hanno rogne e problemi, ma essere trattati come dei mentecatti per 4 anni e mezzo, al punto tale da aver disintegrato la mia autostima, la mia capacità di auto giudizio, la mia pazienza, la mia capacità lavorativa.... non han veramente pari.
Spero di andare in meglio, spero di riprendere in mano me stessa e le mie capacità, le mie emozioni.
Spero di tornare ad essere me.

Vi terrò aggiornate.

Vs Libby








mercoledì 19 giugno 2013

martedì 18 giugno 2013

Ma allora.... perchè mi sento così male?

Ho sognato per anni il giorno in cui avrei dato le dimissioni da questo posto. Ho sognato un'occasione che mi avrebbe finalmente portata lontano da sto posto e da questa persona che mi ha rovinato la salute.
L'occasione è arrivata e io mi sento come se stessi per andare a morire.

Vi avevo promesso di tenervi aggiornate quando sarebbe successo qualcosa, ed eccomi qui, con talmente tanti dubbi e paure che non so nemmeno da dove iniziare a raccontare.

Un paio di settimane fa, la mia migliore amica delle medie ha cambiato lavoro. Ha trovato posto in una ditta piuttosto grande ed ha saputo che cercavano un'altra impiegata per l'amministrazione. Mi ha chiamata, mi ha dato il numero dello studio del commercialista di questa ditta (che si occupa di ricerca del personale) e sono andata a fare questo colloquio.
L'azienda aveva bisogno SUBITO! Ovviamente io ho dei tempi di preavviso e comunque non avrei potuto mollare tutto senza nemmeno aver parlato con i titolari.
Sono andata in prova 4 ore sabato, sono stata lì con una ragazza che lavorava da loro e ora lavora dal commercialista.
Chiedendo ed informandomi ho saputo diverse cose su questo posto, che pare essere anche peggio di dove sono ora. Il lavoro è tanto, la ditta "sicura", la paga puntuale e forse anche più alta di quella che ho adesso. Il problema è che da gennaio sono scappate da lì 3 impiegate, l'ultima dall'oggi al domani senza dare preavviso ne nulla. Lavoro troppo difficile, troppa responsabilità, troppo casino. Pare infatti che siano indietro di un anno con i controlli contabili perchè le persone passate prima della mia amica hanno fatto un macello.
Poi ho chiesto dei titolari.... le informazioni mi sono state date dalla ragazza che ha lavorato lì per due anni e con cui ho passato il sabato mattina.
Lui è uno che non ti dice MAI le cose in faccia, in compenso le dice agli altri tuoi colleghi. Se vuole licenziare una persona lo dice a tutti, meno che al diretto interessato. L'ho visto per 10 minuti e mi è bastato per farmi un'idea. Un uomo viscido, occhi piccoli da serpente, di quelli che parlano a bassa voce.... non mi piace, e la mia amica che lavora da loro da una settimana ha avuto la stessa impressione.
Lei, la moglie, una donna bellissima ma pare anche molto gelosa del marito, tanto che ha fatto licenziare una perchè troppo bionda e troppo sveglia. Se vai fuori dalle sue grazie, sei automaticamente fuori dalla ditta.
L'ho vista 5 minuti e devo dire che l'ho trovata impulsiva e schietta. A lei piaccio....mah!

Dal giorno del colloquio non chiudo occhio e non mi rilasso. Il mio pensiero è lì, a quell'opportunità che mi rende inquieta e terrorizzata. Il lavoro non mi spaventa eccessivamente, ma non riesco a digerire l'ambiente, il titolare, il fatto che se hai delle scarpe che non piacciono alla moglie rischi di farti buttare fuori. Non mi sento nemmeno in grado onestamente, anche se ogni singola mansione io l'ho fatta diversi anni fa. Lavorano prevalentemente con l'estero con un fatturato di tutto rispetto.
Il commercialista mi comunica che sono positivamente orientati nei miei confronti, ma è anche vero che non hanno visto nessun altro! Positivamente orientati in base a cosa, se non mi hanno mai vista lavorare?
E io cosa posso aver capito in 4 ore con la ditta vuota?

Onestamente la sto vivendo malissimo, al punto tale che venire a lavorare per il messia non mi appare più così male.
Purtroppo non ho nessuna sicurezza qui, la ditta va malissimo, la possibilità che io resti senza lavoro è alta e concreta per cui ho bisogno di trovare altro.
Ma se la possibilità che ho mi terrorizza?
Se ogni cellula del mio corpo mi dice di non andare?
Cosa dovrei fare? Lasciare andare un'occasione per questo?

Oppure devo seguire il mio istinto, che a dirla tutta non ha mai sbagliato, e rinunciare sperando in qualcosa che mi faccia stare meglio e più sicura?

Voi cambiereste se dentro di voi sentiste che la cosa vi fa stare male? Se provaste delle cattive sensazioni? Dareste retta all'istinto e alla paura o vi buttereste con doppio tuffo carpiato, tenendo le dita incrociate?

E poi mi dico "E' solo un lavoro!" e per un attimo torno tranquilla. Pochi secondi dopo il mio cervello riprende a lavorare ed a elaborare e mi sento di nuovo soffocare.
Allora mi domando "Se è un'occasione, se è apparentemente una buona occasione... perchè mi sento così male? Perchè ho tanta paura?" ci sarà un motivo no?


Dovrebbe essere una cosa che mi rende felice, invece no... invece per un motivo che ignoro mi sta demolendo. La paura di non essere all'altezza e di fatto di restare senza un lavoro, oppure di non essere in grado e di sentirmi una merda.
I cambiamenti fanno sempre paura, è vero, ma la mia non è una normale paura da cambiamento, il mio è terrore puro.

Vs Libby





lunedì 10 giugno 2013

Non tutti capiscono....

Anzi, direi che se una persona non vive in prima persona (scusate la ripetizione) alcune cose, non le può capire, non le potrà mai capire.

La gravità di alcune situazioni, dipende dalla prospettiva in cui si guardano.

Ci sono persone che si lamentano con me perchè han prenotato al mare e invece di dar loro sa stanza vista mare, hanno la finestra sul parcheggio!
Altre il cui pensiero più grande è "come mi vesto oggi?", altre che non sanno come incastrare l'aperitivo tra il lavoro e la cena con le amiche.

Ci sono problemi più grandi, e mi da fortemente fastidio che vengano DA ME a lamentarsi delle loro problematiche di vita, quando io fatico a pagare l'affitto o ad alzarmi la mattina per venire a lavorare. Quando io non prendo i soldi regolarmente, ma non posso far nulla perchè a casa sono la sola a lavorare. Che si lamentano che hanno il marito che prende 1700 euro ma fa meno ore di quelle che dovrebbe e loro vorrebbero che facessero più ore, dopo che io ho detto loro che il mio sta diventando matto per cercare QUALSIASI cosa da fare per portare a casa 2 soldi.
A volte le persone non vedono al di là del proprio naso e anche io in parte sono così.

Mi spiego.... dal punto di vista di una persona che ha appena scoperto di avere una malattia molto grave, le mie lamentele sono una cazzata, dal punto di vista di una madre che ha appena perso il suo bambino, io non ho problemi.
Per cui scusatemi se i vostri problemi di abbigliamento, scarpe, vacanze e aperitivi, mi danno un gran fastidio. Scusatemi se mi viene voglia di dirvi che magari se foste al posto mio non parlereste così. Rischio di essere anche noiosa e una di quelle "che sta sempre peggio di te". Ma è così per cui non posso farne a meno.


Libby