venerdì 31 maggio 2013

Caccia al tesoro.

Mio marito ed io da qualche mese siamo alla ricerca di "casa".
Diamole però una definizione, che i più potrebbero farsi un'idea sbagliata.... Casa: appartamento bicamere anni 70/80 con metrature decenti, struttura vecchiottella ma potabile, affitto basso.

Tramite tre diverse agenzie abbiamo visitato diversi appartamenti e di uno ci eravamo semi-innamorati. A 5 minuti da casa dei miei genitori, che io volevo tornare a casa.... al mio paese Natale.
Purtroppo il mio paese di origine è alle porte della città, considerato un paese residenziale quindi carissimo.
Ci sono case stupende, ma i prezzi sono per noi assolutamente proibitivi.

Ci siamo allontanati (purtroppo) e i prezzi sono più accessibili alle nostre inesistenti finanze.

Così, visionato per due volte lo stesso appartamento, prese due misure, decidiamo di fare una proposta.
Andiamo in agenzia con un'idea.
L'appartamento deve essere dei primi anni 80, la struttura è la classica di quel periodo, non bellissimo, ma nemmeno male. Il problema principale è che in quegli anni non c'era bisogno di un eccessivo numero di prese di corrente, per cui in cucina ce n'è UNA! Ovvio che per viverci devo chiamare qualcuno a passarmi fili e mettere interruttori e prese perchè altrimenti non saprei come fare a far andare tutti gli elettrodomestici.
Poi l'appartamento è tutto da tinteggiare. Si perchè il proprietario non obbliga alla tinteggiatura quando te ne vai, quindi quando entri è tutto da fare.
Alla luce di questi fatti, io e mio marito avevamo deciso di fare un offerta di un certo tipo ma la tipa dell'agenzia ha giocato al rialzo, facendo in pratica l'offerta che era più conveniente anche per lei, che ne prende provvigione.
Ok, l'offerta è onesta, intendiamoci, ma se io che devo prendere in affitto l'appartamento ti do un importo, tu offri quello, non offri quel che vuoi tu! Chiaro che se offro 350 lui rilancia a 370, se offro 370 lui rilancia a 390..... regole di mercato!
Abbiamo fatto questa proposta e ora entro 7 giorni ci diranno di si o di no, magari rilanciando. E' conveniente per la signorina dell'agenzia che accetti la proposta.... altrimenti si tengono l'appartamento e noi a pochissimi mesi dal trasloco non abbiamo dove andare.
E' una questione di principio!

Inoltre sono un paio di settimane che girovaghiamo per scegliere la cucina, si perchè dove abitiamo ora la cucina c'è ed è orrenda!!!! Ma più che altro non è nostra!
Quindi Ikea, Mondo Convenienza, Bissolo Casa.... abbiamo visto cosa ci piace, abbiamo studiato (mio marito veramente) la disposizione e i materiali, ora non ci resta che scegliere quella che ci costa meno ma che è più funzionale. Certo che sono cambiate parecchio le mode dal 2000 e dal 2007, quando ho scelto le mie due cucine!

Nel prossimo futuro quindi ho due appartamenti da tinteggiare e un trasloco da fare.... diciamo che abbiamo trovato cosa fare durante le vacanze.
Tante cose tutte concentrate in un mese poco meno... sono già stanca prima ancora di cominciare!!!


Vs Libby


lunedì 27 maggio 2013

Il male invisibile.

Se uno ha un braccio rotto, una gamba ingessata, se uno fa un ictus, un infarto, una paralisi, se uno ha una forte influenza, se perde 20 kg, è una persona che sta male. Non può essere diverso da così, è una cosa che si vede, è tangibile, presente.

Ma se uno il male ce l'ha dentro, come lo si capisce?
Se una persona non fa un infarto non è stressato, se non fa un ictus non è carico, se non perde 20 kg non è depresso.

Ma c'è un male invisibile, di quelli che non vedi, che non percepisci, che è nascosto e subdolo, ma c'è. E lo sa solo chi ce l'ha.



E' difficile andare dal medico e dirgli "Sto male!" perchè non hai nulla che si possa vedere, hai solo i tuoi racconti, di come ti svegli la mattina disperata, di come fatichi a dormire, di come non riesci più a controllare i tuoi eccessi di rabbia e ira. Di come fai paura a te stessa e a chi ti sta a fianco.

Ieri sono riuscita a distruggere roba solo per aver perso una forbice. Si certo, una forbice per me fondamentale e costosa, ma pur sempre una forbice. E' una cosa incontrollabile di una potenza e di una violenza distruttiva che onestamente non conoscevo.
Mi capita sempre più spesso, anche al lavoro, solo che qui riesco a mala pena a trattenermi, infatti l'ultima volta per poco non mi sento male.
E' come un vulcano che si accende nelle viscere, una forza che va sfogata altrimenti ti mangia dentro.
Solo che non è il classico "mi son venuti i 5 minuti", è una cosa che nasce in un punto imprecisato, in profondità....

Sono da ricovero.

Se poi la giornata procede che ogni cosa che cominci finisce male.... beh allora meglio ranicchiarsi sul divano e aspettare l'ora di andare a dormire, sperando che il giorno dopo sia meglio di quello che stai vivendo.

Il problema vero è che non lo è mai.

Libby

mercoledì 15 maggio 2013

La teoria dell'invisibilità.

Vi capita mai di sentirvi invisibili? O magari di sperare di esserlo?

Il fatto è che a volte ci si sente invisibili, credo che capiti quando non ci si sente bene con se stessi, non ci si sente bene nel posto in cui  si è, o più semplicemente ci si chiude a riccio e si guarda la vita altrui da una posizione isolata.

Sono già due mesi che vado al corso di cucito, il secondo. Di solito mi rassereno molto stando lì, tra stoffe e gessi, fili e chiacchiere.
Sarà stato per la giornata di merda, ma ieri sera mi pareva di essere invisibile, fuori dal mondo e da ogni discorso.
Ascoltando le mie compagne di corso, giovani ragazze, raccontare di quanto si sono divertite in Irlanda, di come ogni sera si chiudevano nelle birrerie e di come hanno conosciuto quel ragazzo, che pareva essere l'amore della loro vita, ma poi non l'hanno più visto.... di come in Spagna facessero il bagno di sera o di notte, visto che durante il giorno avevano da fare altro. Di come il volo per Parigi fosse stato tremendo, a fianco di un uomo grasso e maleodorante......

E io pensavo.... "ma cosa ho mai fatto io nella mia vita? Dove sono stata? Chi ho incontrato? Cosa ho visto?". Non ho partecipato a nessun argomento. Mi sono messa nel mio angolo di tavolo a disegnare e a tagliare la stoffa e non ho parlato. Sono diventata invisibile e dalla mia posizione guardavo ed ascoltavo gli altri.
Io non sono mai stata così chiusa, forse gli eventi, la vita, il momento mi hanno resa così.

Mi sono anche resa conto di essere intollerante al genere umano. Trovo vergognoso che ci siano persone che si fanno vive solo se hanno bisogno. Sono grandi amici solo se devi fargli dei favori, ma se poi azzardi una richiesta di aiuto, fanno i vaghi, si trasformano in fantasmi o in persone super impegnate, tanto da non poterti dedicare nemmeno un minuto.
E poi ci sono le persone che pensano che tutto il mondo sia un istituto di beneficenza, che possono chiedere senza mai "pagare" o ringraziare. Che chiedono in prestito e non restituiscono, che dicono "ti chiamo" e non si fanno più sentire, che inviti e non si degnano nemmeno di dire di no.
Ma cosa è diventato il genere umano? O sono io che incontro tutta sta gente... o sono io che vedo solo queste cose?
Da quanto tempo non scorgo un sincero segnare di interesse e di aiuto...

Poi ci provi. Provi a parlare con chi ti chiede "Come va?", forse per bisogno, ma poi in realtà sai benissimo che la risposta non frega a nessuno.
Così magari ti ritrovi a dire che le cose vanno male, che peggiorano, che in questo momento non sai cosa farai, dove sarai, e se riuscirai mai a tornare la persona di prima. Racconti la delusione della giornata trascorsa.
Come risposta ricevi un "Ah ma dai... mi spiace. Beh guarda anche io ho avuto una brutta giornata. Non sai che casino.... ho prenotato le ferie per agosto e gli idioti dell'hotel hanno sbagliato a darmi la camera. Invece della vista mare come lo scorso anno, ho la camera che da sul parcheggio! Non sai che nervi!!!"

Eh son problemi eh.... fortunata io che non li ho!

Sono troppo critica con la gente, lo so. Il mondo non gira tutto intorno a me e le persone vanno avanti per la loro strada e con i loro problemi.

E io divento invisibile.



Libby

martedì 14 maggio 2013

A far del bene si sbaglia sempre....

Torno oggi... perchè quando ci sono novità importanti, mi piace tenere al corrente le mie amiche blogger, quelle che ho abbandonato al loro destino mesi or sono.
Sappiate che siete sempre nei miei pensieri....

Quindi?
Eh si, a far del bene si sbaglia sempre, nella vita bisogna essere dei figli di puttana, sempre e comunque, che le persone devono sempre stare all'erta con te ed avere paura.
Chi ha paura, ha rispetto.... o quanto meno sta bene attento a non pestarti i piedi.

Siamo ad una svolta.
Il messia ha venduto a barbapapà la ditta, circolava voce da un po' ma oggi ho chiesto ed ho avuto conferma. Quello che sarà il mio futuro titolare è un mio ex collega di lavoro... "Bene!" direte voi.... no no, non bene. Per niente.
Il mio collega più vecchio, saputa la notizia si è licenziato! Questo qualcosa doveva farci riflettere in effetti. Pare infatti che sia famoso, barbapapà, per essere uno che NON paga, NON è mai puntuale e NON è di parola.
Insomma, ci sposteremo nel capannone di fianco al suo e da lì partirà la nuova vita di questo schifo di posto.

Ma per la teoria che al peggio non c'è mai fine, barbapapà non vuole l'impiegata! Cioè me!
Lui si arrangia, non segue nessuna regola amministrativa, niente ore dei dipendenti, niente registro rifiuti, niente regole per la sicurezza, niente marchiature per i cancelli, niente di niente. DDT e fatture le fa lui e poi passa tutto al commercialista.
Il messia, in un modo di finta gentilezza, gli ha detto che sbaglia, che magari non 8 ore, ma che l'impiegata può tornar utile (grazie eh!).
Barbapapà ha chiesto "Ma è brava?".............. e qui ho ricevuto una tale badilata nei denti che sono ancora mezzo intontita.
La risposta del messia è stata "Mah.... ha delle lacune ed è smemorata, ma qualcosa fa!!!"

COMEEEEE????? Cioè, io lavoro da te da 4 anni e mezzo, ti ho levato la merda dall'ufficio, ti ho fatto ordine, ti ho imposto un sistema di lavoro (che tu hai puntualmente demolito ogni volta che avevi il biscio al culo), sono puntuale, non sono mai stata a casa per nulla, in tutto sto tempo avrò fatto 15 gg di mutua..... sono educata, veloce e non ti ho ancora mandato a crepare sotto un pero..... e tu, a uno che ha comprato e che ti dice che NON vuole l'impiegata, gli dici una cosa del genere????
Ma che ti pigli un coccolone senti a me!!!!

Delusa da morire.
Ho lavorato in diversi posti e da nessuna parte mi han dato della lacunosa e della smemorata...... ho dovuto subire le angherie di quest'ometto per quattro anni e mezzo per sentirmi trattare come una merda.
Ma spero ti inculino guarda, spero che tu rimanga senza ditta e senza un centesimo.... che è quello che ti meriti.

Ho sempre portato a questo personaggio un reverenziale ed immeritato rispetto. Perchè i miei genitori così mi hanno insegnato. Alle persone più vecchie va portato rispetto, va usata la massima educazione, cosa che lui con me non ha mai e poi mai avuto. Urla, urla e offese, urla e offese per anni e questo è il risultato?
Mai un grazie, mai una pacca sulla spalla, mai una volta che abbia "premiato" il mio lavoro con una parola gentile.
Allora come posso ora augurarti del bene? Come? Come fa a restarmi un briciolo di voglia di lavorare per uno che non è mai stato grato per niente......



Così in sintesi non so che futuro avrò o se avrò un futuro di qualche tipo. Non so fino a quando lavorerò, se vedrò mai la mia paga o il mio tfr, se rimarrò e come rimarrò con barbapapà, perchè alla meglio mi riducono l'orario, per cui non va bene comunque.....

Ecco..... che vi devo dire?
Sarò improvvisamente diventata un'incapace e immeritevole di un po' di bene e di fortuna!

Libby