martedì 5 febbraio 2013

C'era una volta....

Mi sono svegliata una mattina e mi sono resa conto che stavo vivendo la vita di qualcun altro. Gli oggetti intorno a me erano i miei, erano famigliari. La lampada sul comodino, l'orologio sulla cassettiera, i miei abiti stropicciati sulla sedia, tutto uguale alla sera prima, ma intorno non c'era nulla che io riconoscessi.
Guardando fuori dalla finestra, il grande giardino con le palme, i fiori di vetro e le piccole piante di rose, mi sono accorta di avere delle sbarre immaginarie alle finestre e mentre i miei occhi guardavano lontano, i monti all'orizzonte, mi sono resa conto che quella era una vita, apparentemente splendida, ma non era la mia.
Ci ero scivolata dentro senza accorgermene e mi ero impantanata, come nelle sabbie mobili, senza la forza di uscirne.

In cucina era tutto uguale ad ogni giorno, le tazze al loro posto, la zuccheriera riempita la sera prima, la posta sopra la tv. La luce che filtrava dalla finestra era la solita e lì mi sono resa conto che ero io ad essere cambiata.
Come quando acquisti un abito e la stagione successiva non ti entra più. Certo non è lui ad essersi ristretto, più facile che sia stata tu ad esagerare con il cibo.
Ma un abito lo puoi riporre sperando di tornare al peso forma, con la vita come si fa? La si può cambiare?
E se ad esserti stretto è tutto l'universo che gira intorno ai tuoi giorni, come si fa?

In quel momento era arrivato mio marito, con una mano infilata nel pigiama a grattarsi il sedere, i capelli scompigliati dalla notte e la faccia stravolta dal sonno e piena di grinze da cuscino. Sempre stato molto musone e lunatico la mattina. Si era avvicinato a me e mi aveva posato un bacio svogliato alla base della nuca, rito ormai consolidato da anni di convivenza e che quella mattina mi aveva dato i brividi.
Mi ero limitata ad un sorriso forzato, di quelli che solo gli angoli della bocca si sollevano, ma tu rimani impassibile e seria.
Avevo preparato la colazione, latte bianco per me e un caffè per lui, che in 15 minuti era ricomparso, vestito da lavoro nei campi.
Purtroppo i figli dei contadini non hanno vacanza, pur avendo il loro lavoro, nel week end sono obbligati ad aiutare i beni di famiglia. Ovviamente le loro mogli si adeguano.

Ecco questa era una cosa che mal sopportavo, da sempre. Costretta a lavorare 10/12 ore durante la settimana, nel week end sognavo passeggiate in centro città, aperitivi all'aria aperta e due chiacchiere con gli amici. Ma a noi non era concesso. Da noi c'era sempre qualcosa da fare.
Spargere il sale nei campi, zappare l'orto, raccogliere le patate. Io avevo messo in chiaro subito le cose, che con un'attività in proprio e le ore infinite di lavoro settimanale, nel week end mi meritavo riposo e relax... che di fatto non ho mai avuto.
Pensavo alla casa, alle pulizie, allo stirare, al preparare pranzi e cene.
Mi sembrava di essere felice....

Mi sembrava soltanto...

Vs Libby

12 commenti:

  1. Spero che la vita di adesso tu la possa modellare secondo le tue esigenze anche se a volte è difficile!

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    1. Direi che è molto vicina a quello che vorrei, specialmente la vita matrimoniale, con scazzi e incomprensioni, che quelle non mancano mai, ma va bene così!
      Il resto può sempre migliorare!

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  2. Ma che era un sogno, un incubo o che cosa??????

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    1. Niente di tutto questo. Purtroppo era la mia vita reale, quella di qualche anno fa.....

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  3. "E se ad esserti stretto è tutto l'universo che gira intorno ai tuoi giorni, come si fa?"

    Ci si ferma, ci si ascolta, ci si prende tempo. E si cambia. Come e dove non lo so.ma so che la vita è una e che si può riprovare. A volte succede che si ridiventa felici.
    A volte.
    Raffaella

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    1. Infatti è quello che ho fatto... e ora ho mille problemi, ma non quello di avere un uomo straordinario vicino! :-D

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  4. Il post è piaciuto un sacco anche a me! Aldilá del l'argomento, intendo:)

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    1. Grazie... ma è storia vecchia comunque.

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  5. Non so mica se ho capito... :-)

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    1. Ehehehehe.... no no tranquilla, tutto ok. E' solo un ricordo....

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Le vostre perle...