lunedì 25 febbraio 2013

Post di servizio

Se ne avrete voglia....MI TROVATE QUI:

PREZIOSI BIJOUX

Vs Libby

martedì 19 febbraio 2013

Post n. 458, non è un addio...

Care amiche blogger, care amiche virtuali, care amiche reali che mi seguite e cari tutti quelli che passano e non commentano, che passano per caso... , ho deciso di mettere in standby il blog e, per il momento di non scrivere più. quanto meno di non scrivere più cose strettamente personali.
Non farò l'errore di cancellarlo, perchè niente di qui va tolto o cancellato, ma per il momento mi fermo. Sono stanca un po' di tutto, anche di questo angoletto virtuale.

Voi sapete quanto io ami scrivere, altrimenti perchè aprire un blog, ma quando non si ha più niente da dire, pur avendo sempre molto da dire, succede che venga a noia anche questo.
Vorrei potervi proporre i miei post sbarazzini, quelli di un tempo, quelli che accumulavano decine di commenti, ma ho perso smalto, ho perso la spinta e forse anche la voglia di confrontarmi.

Non posso nascondervi che il ritrovarmi a scrivere sempre con amarezza e tristezza, il non potervi raccontare cose belle e divertenti, ma limitarmi ad una noiosa cronaca di quello che faccio e, più facilmente, non faccio, è straziante. Non è per questo che è nato questo blog, non è nato per mettere tristezza, per annoiare o deprimere.
Anni fa, nel lontano 2005, era nato per ridere e sorridere, arrabbiarsi, confrontarsi e conoscersi. Era un diario di una vita sotto sopra si, ma sempre in movimento. Al momento la mia attuale è ferma con le 4 frecce e non posso dare la colpa a nessuno.

In questo momento strano un po' per tutti, ho idee che mi sfiorano, ma rimangono tali perchè non ho la forza, la voglia, la positività per affrontarle. Sono certa che sbaglio, ma forse è solo il bisogno di prendere le distanze da tutto, anche da questo posto diventato un po' sordo e muto, che magari non trasmette più niente o molto poco, o semplicemente non trasmette quello che vorrei.

Sono immobile come mi è capitato ancora di essere, non è bello, no, perchè poi il mondo va avanti e mica ti aspetta.

Per questa e per molte altre ragioni, per ora vi saluto. Non so se tornerò, non so se passerò a leggervi e a commentarvi.
Magari saluto ora e poi tra una settimana vengo e vi aggiorno.... magari tra un anno dirò... "guarda, è già passato un anno!".

Ciao

Vs Libby




domenica 17 febbraio 2013

E' ora di fare ordine...

Qualche settimana fa, mia madre mi telefonò a casa informandomi di un'amara scoperta... nel deposito sotto casa, dove tengo tutto il materiale e il magazzino del mio negozio di bomboniere ed articoli da regalo, i topolini hanno trovato serena e comoda dimora, rosicchiando diverse scatole.

Urgeva quindi un intervento non indifferente, stivando tutto il materiale in capienti scatole di plastica con coperchio. 
La scorsa settimana io e mio marito abbiamo fatto una ricerca di mercato, scoprendo che le scatole di plastica più economiche sono quelle dell'Ikea, per cui abbiamo fatto un giro e acquistato l'occorrente.

Il lavoro che ci siamo trovati a fare è stato devastante.... il materiale è veramente ma veramente tanto. Ad un certo punto, in mezzo a quintali di scatole di cartone, fiori, nastri, sacchettini e oggettistica, cacchine di topolini e caos totale, avrei desiderato chiamare uno svuota cantine, far caricare tutto e far buttare altrove!



Invece ci siamo messi a svuotare, buttare, bruciare, stipare, contare, imbustare.... un lavoraccio infinito.


A dimostrazione del lavoraccio, le foto che vi ho postato sono state scattate durante la giornata di sabato, nella taverna dei miei. Un caos inimmaginabile.
Dopo un paio d'ore ci siamo resi conto che le scatole non sarebbero bastate nemmeno per la metà della roba, per cui dopo pranzo siamo partiti alla volta di Ikea di nuovo e abbiamo fatto un nuovo carico di scatole. Andati e tornati in un'ora e ci siamo rimessi al lavoro.


Quelle che vedete qui sotto, sono 6 scatole di fiori.... due piccole e una media di sacchetti e centrini. Abbiamo poi riempito altre due scatole medie di centrini e due scatole grandi di nastri e non abbiamo ancora finito.
Sicuramente abbiamo bisogno di un altro carico di scatole perchè abbiamo nastri e fiori e stoffe ancora da sistemare e poi tutta l'oggettistica.



Questo è quello che rimane del mio negozietto, tutta roba imbustata e praticamente nuova, tutta roba anche piuttosto bella.
Un valore di qualche migliaia di euro.
Voi vi state chiedendo perchè non la uso o non provo a venderla? Beh perchè mi ci vorrebbero oltre 6 mesi per catalogare e contare tutto, fare le foto e tentare di vendere. Non escludo che lo farò, ma non adesso, non saprei nemmeno dove trovare il tempo.

Immagino che molte creative avranno l'acquolina in bocca.... ehehehehe si si vi capisco, anche a me si sono illuminati gli occhi e attivate le sinapsi con tutto sto ben di Dio.
Peccato che manchi sempre il tempo.

Io e mio marito siamo rientrati a casa distrutti e indolenziti. E' saltata la serata ballereccia e ci siamo acciambellati sul divano dopo una bella doccia calda.

Sono felice di aver portato avanti sto dannato lavoro, ma abbiamo ancora tanto tanto lavoro che ci attende....

Vs Libby

venerdì 15 febbraio 2013

Le persone da fuori ci vedono meglio...

Avete mai notato come sia difficile essere obbiettivi, quando una cosa ci coinvolge personalmente?
Sarà capitato anche a voi, almeno una volta, di vedere le cose come stanno, relativamente ad una relazione, ad un lavoro, solo allontanandovi di qualche passo, o ancor meglio, di vedere che la relazione di una vostra amica era basata sul nulla, ma che lei non riusciva a vederlo perchè troppo presa.

Perchè le persone da fuori, ci vedono meglio. Guardano la cosa da lontano in tutte le sue sfumature.

Ma quando a vedere da fuori una cosa che senti da tempo, ma che cerchi di ignorare, è un perfetto sconosciuto, secondo me è anche peggio.

Ieri ho ricevuto l'ennesima telefonata dall'ennesimo fornitore incazzato che non vede soldi da mesi.
Urla, strilla, bestemmia, inveisce contro tutto e tutti e in particolar modo contro la madre del Messia, povera donna.
Io ormai ho imparato, lascio che si sfoghino, poi il 90% di loro mi chiedono scusa e sottolineano che ovviamente non ce l'hanno con me, ma col Messia, ovviamente. Così dico loro, con tono comprensivo e mesto che si, li capisco e hanno ragione, ma che purtroppo la situazione è quella che è e che io non posso far altro che riferire. Il tutto con il sorriso, che poi questi si danno una calmata, minacciano e salutano cordialmente.

Ma il tizio di ieri è stato differente. Ha detto tante brutte cose: farabutto, ladro, bastardo, cane, figlio di troia (pora mamma), cancaro, disgraziato, disonesto ecc ecc ecc.
Ha aggiunto che non è possibile che un titolare di azienda non sia mai in ufficio, che sia introvabile, che non risponda mai al telefono, che si faccia negare. Ha detto pure che invece di fare lo sborone e andar per bar a dire che lui ha l'azienda e lavora per il comune, che pensi a bere meno e a lavorare di più.
Ad onor del vero, non mi risultava che il Messia bevesse, ma magari con architetti, geometri e ingegneri, ci scappa lo spritz, che ne so!

Insomma... 12 minuti di telefonata in cui mi sono limitata a dire "Si, lo so, ok, lo riferisco, ha ragione, certo."
Poi mi dice questa cosa "Signora, lo dico a lei come l'ho detto ad altre impiegate, piuttosto di lavorare per un disonesto-farabutto del genere, stia a casa a lavare i piatti, è meno umiliante. E' mortificante per lei prendere sta valanga di merda al posto del suo titolare, mi chiedo se non si vergogna a mandare avanti una sua dipendente quando i debiti li ha fatti lui. Zero responsabilità, che tanto ci pensa la signora che risponde al telefono a tamponare e lui dopo 10/12 telefonate non si è mai fatto sentire. Glielo dico di nuovo, lei e i suoi colleghi, andate via, prima possibile, che una persona così non merita nulla. Io ho più di 100 dipendenti, ma MAI e poi mai, farei passare a loro quello che sta passando lei. E' mortificante, è umiliane e vergognoso.... vada via da lì!".

Mi ha colpita, anche se era una cosa che da tempo pensavo, sentirlo dire da uno che nemmeno mi conosce e che evidentemente si rende conto di come gira il mondo, mi ha davvero umiliata e mortificata. Non tanto per lui, che alla fine con me è stato gentile, ma perchè ad un certo punto lavorare così sembra normale e non lo è, ci si abitua a tutto insomma.
Non è giusto che io che sono una dipendente debba sentirmi costantemente urlare nelle orecchie e accusare dei debiti che non sono miei. I miei io li pago!!!
Che io sono d'accordo che anche questo fa parte del lavoro, io posso coprirlo, dire che siamo in difficoltà, cercare di difenderlo se lo offendono, ma fino ad un certo punto, perchè se lui dopo 15/20/25/30 telefonate non richiama, non paga, non mantiene le promesse, non si fa sentire... non risponde mai al telefono e si fa negare se c'è, fa addirittura rispondere agli amici per far finta che abbiano sbagliato numero.... no questo non mi piace, non è corretto.
Quando gli ho fatto notare questa cosa e che io non ho intenzione di dire bugie per coprirlo, o di prendere per il culo la gente, mi ha risposto che lui mi paga e che io devo fare quello che mi dice.
Ovviamente ho elegantemente risposto di no, che se quello che lui mi dice di fare, va contro la mia educazione e l'onestà, mi spiace ma no, che si arrangi!



Sbaglio?
Non puoi dire ad una persona "si ti faccio il bonifico domani, l'ho fatto ieri...." sai che non è vero, sai che non lo pagherai e pretendere che io lo confermi.... mi spiace ma no.
Io ho avuto due attività e mai mi sono permessa di pigliare per il culo la gente, mai mi sono negata al telefono, ho preso le parole, le mie responsabilità, sono andata dal fornitore (uno solo a dire il vero) e gli ho detto che ero in difficoltà, ma che entro 4 mesi avrei saldato. Ecco io entro 4 mesi ho saldato!!!
L'onestà e la correttezza, l'educazione... sono valori che non ho intenzione di calpestare per nessuno... specialmente per lui!!!!

Vs Libby

mercoledì 13 febbraio 2013

Di pancia...

Stamattina in chat, la Pink mi ha detto che certe decisioni devono essere prese di pancia, quindi usando l'istinto.
Ci sono decisioni che ovviamente meritano di essere studiate e per le quali serve un piano, un progetto, serve vagliare un po' tutte le possibilità.
Di fatto questo non garantisce nulla comunque.

Insomma, anche il Santo Padre si è dimesso e non si parla d'altro da giorni. Potrei dirvi con facilità che da atea non me ne frega un tubo, invece non è così. Umanamente Benedetto 16° mi ha un po' commossa. Non commossa da piangere, ma è un uomo anziano, il massimo esponente della Chiesta Cattolica, per cui immagino non sia stata una decisione facile, per niente. Forse si è sentito di tradire la Chiesa, il suo Dio e tutti i cristiani che a lui si sono affidati.

Quindi, anche il Papa ha decisioni difficili da prendere e a volte quello che sembra apparentemente il male, può dare i suoi frutti sulla lunga distanza.

Ecco perchè durante la riunione di stamattina, in ditta, ho pensato al Papa, alla decisione di dimettersi.

No, non mi sono dimessa, ma le cose sono peggiorate se possibile quindi è ovvio che il mio futuro sarà altrove.
Uno dei miei 4 colleghi è stato invitato ad andarsene, anzi, a onor del vero il Messia gli ha pure trovato un posto di lavoro, il mio collega fa anche il prezioso, ma di fatto non c'è lavoro per 4 persone.
I tre rimanenti faranno cassa integrazione a rotazione, per cui dovranno prima fare tutte le ferie e poi cominceranno a stare a casa. La verità è che qui c'è lavoro fino a maggio, ma per il momento non ci sono prospettive per il futuro, ne sul piano lavoro, ne sul piano incassi.

Per quanto riguarda me, al momento, nessun cambiamento. Sono sola qui in ufficio immagino quindi che per me il discorso sia differente, almeno nell'immediato futuro. Ovvio che sulla lunga distanza son messa come i miei colleghi.
Altrettanto ovvio è che mi son messa alla ricerca di altro, qualunque cosa sia, perchè non è sempre vero che un cambiamento del genere è male, a volte ti da la libertà di poter decidere cosa fare della tua vita.

Ho tanti sogni, come penso molti altri, ma difficili da realizzare, ma credo che tenerli al caldo male non faccia no?

Chi vivrà vedrà insomma.....

Un post senza molto senso, me ne rendo conto. Magari domani avrò cose nuove da raccontarvi, ma per oggi mi limito a questo.

Ciao
Vs Libby

lunedì 11 febbraio 2013

Evoluzioni

Sono qui seduta che guardo la neve scendere. Avevano promesso nevicate record e mi ritrovo con un micro fiocco ogni 20/25 secondi, praticamente prima di toccare terra s'è già svampato.
Non che ami particolarmente la neve, intendiamoci, ma se deve farla che ne faccia tanta. Così me ne resto a casa mia.

Sono accadute delle cose nel corso della scorsa settimana, è stata la tipica settimana che "cambia" le cose o quanto meno la visione di esse.
La ditta ha ricevuto ben due segnalazioni dalla Banca d'Italia, come ditta in sofferenza, in quanto non onora i propri debiti.
Sono stati 5 giorni d'inferno, in cui ho passato più ore al telefono che a dormire. Ho scoperto che gli impiegati della Banca d'Italia della sede della mia città, sono tutto estremamente educati e disponibili e sinceramente la cosa mi ha sorpresa davvero.
Insomma ho avuto per un attimo una speranza, la speranza che qualcuno mettesse fine a questa infinita agonia lavorativa.
Che par brutto da dire, ma ci sono cose a cui è meglio mettere un punto definitivo, piuttosto che proseguirne l'agonia.
Invece, senza scendere nei noiosi dettagli, ancora una volta il messia l'ha fatta franca, pare che essere coperti dai debiti, avere poco lavoro, non pagare fornitori e contributi, mutui e leasing e, a volte, anche le paghe, non sia una valida ragione per chiudere baracca e lasciare che i tuoi dipendenti tengano la testa fuori dai liquami.

Che qui si pecca di egoismo, quando uno a tutti i costi vuol andare avanti a scapito dei suoi dipendenti, tutti con famiglia e cose da pagare.

In sostanza va così, si procede in questa specie di zattera sgangherata e si rema con le mani, che nemmeno più i remi abbiamo.... altro che Vita di Pi.

Ovviamente questa grave situazione ha scombinato tutti i miei piani e i miei progetti. Perchè a voler fare qualcosa nella vita, devi sempre partire dal presupposto che ti serve un lavoro sicuro e remunerativo e nel momento in cui non lo è più, ma sei incastrato in esso, la tua vita si blocca di botto.
Io e mio marito avevamo un progetto, qualcuna di voi lo sa già.... avevamo avuto la possibilità di costruire un piano a casa dei miei e di far saltar fuori un bell'appartamento. Casa nostra finalmente ed io che torno a CASA, nel mio paese.
Ovviamente poteva andare tutto liscio?
La banca, con non poche difficoltà, ci avrebbe dato il finanziamento e noi avremmo potuto procedere e magari trasferirci prima dell'estate.
Ma non siate troppo entusiaste... la cosa è saltata, per ora a data da destinarsi.
Essendo la ditta segnalata e io l'unica ad avere un tempo indeterminato su cui poggiava il finanziamento, è ovvio che la banca mi ha fatto ciao ciao con la manina.
Impossibile quindi procedere.... niente da fare, gli incrocini hanno funzionato, ma solo fino ad un certo punto.

Poi sabato mattina chiama la proprietaria dell'appartamento dove viviamo e mi comunica che ha tutte le intenzioni di vendere. Ci ha rinnovato per il 2013, ma questo era un bell'avviso di sloggiare entro fine anno.
Avevamo in progetto di levare le ancore si.... ma è diverso se hai un termine.
Non importa che la legge dica che non può mandarmi via o che ci voglia del tempo. E' una persona corretta e io vorrei esserlo altrettanto.
Vorrà dire che ci metteremo alla ricerca di nuova casa in affitto.... sempre che qui non si tiri un botto e io non rimanga senza lavoro...per cui sarebbe alquanto difficile trovare altro, vi pare?

La cosa più fastidiosa è lo standby, quando non sai bene cosa accadrà e come potrai muoverti... è davvero fastidioso.

Cosa mi dovrei augurare a questo punto?
Di procedere con sto postaccio e sperare che mi faccia la paga almeno ogni due mesi? O che chiuda e che mi dia modo di sperare in qualcosa di meglio?

Vs Libby

giovedì 7 febbraio 2013

Amici di letto

Ieri sera ho guardato in tv una commediola. Una cosa molto leggera, classica e anche scontata se vogliamo, ma sto film mi è piaciuto.
Non è stato proprio lo smielato filmetto con il bello e la bella che non si vogliono e poi s'innamorano.
E' stato piccante, irriverente a volte, con Woody Harrelson nella parte del gay che mi ha fatta morir dal ridere, anche se aveva una particina secondaria.
Davvero simpatico.

I protagonisti Justin Timberlake e Mila Kunis li ho trovati credibili e una bella accoppiata.
Insomma è stato davvero gradevole e per me che vivo di pane e commedie rosa, non è da poco.

La trama è molto semplice e ve la riassumo così:
Lui e lei delusi dall'amore, decidono di intraprendere solo ed esclusivamente avventure di sesso, senza complicazioni sentimentali. Diventano amici per lavoro e decidono di provare..... il resto non serve che ve lo racconti, ma vi consiglio di guardarlo.

Tutta sta premessa per cosa?

Ma voi, ce l'avete mai avuto un amico di letto?

Io no onestamente e penso di essere stata una delle poche. Nel film si sottolinea il fatto che per una donna il sesso ha sempre delle implicazioni sentimentali, più facile invece per il maschietto che non ha i sentimenti collegati col pisello.
Credo che per me sia vero, nel senso che non ho mai fatto sesso con qualcuno di cui non m'interessava altro che l'aspetto fisico. Per me, c'è sempre stata una componente sentimentale e forse è per questo che ho detto di no alle "bette e via", perchè per quanto fisicamente mi possa piacere uno, non m'attizza se non c'è dell'altro.



Probabilmente mi sarò persa delle grandi cose, evoluzioni gioiose e giocose, ma tutto sommato sono sopravvissuta, magari con un po' meno di esperienza, ma non mi sono mai pentita di aver fatto questa scelta.

Avrei potuto fare un'eccezione a questa mia regola non scritta... per un giovane argentino che però poi... mi sono sposata, quindi non credo valga come botta e via no?

Dai sporcaccione... raccontatemi dei vostri amici di letto!

Vs Libby


martedì 5 febbraio 2013

C'era una volta....

Mi sono svegliata una mattina e mi sono resa conto che stavo vivendo la vita di qualcun altro. Gli oggetti intorno a me erano i miei, erano famigliari. La lampada sul comodino, l'orologio sulla cassettiera, i miei abiti stropicciati sulla sedia, tutto uguale alla sera prima, ma intorno non c'era nulla che io riconoscessi.
Guardando fuori dalla finestra, il grande giardino con le palme, i fiori di vetro e le piccole piante di rose, mi sono accorta di avere delle sbarre immaginarie alle finestre e mentre i miei occhi guardavano lontano, i monti all'orizzonte, mi sono resa conto che quella era una vita, apparentemente splendida, ma non era la mia.
Ci ero scivolata dentro senza accorgermene e mi ero impantanata, come nelle sabbie mobili, senza la forza di uscirne.

In cucina era tutto uguale ad ogni giorno, le tazze al loro posto, la zuccheriera riempita la sera prima, la posta sopra la tv. La luce che filtrava dalla finestra era la solita e lì mi sono resa conto che ero io ad essere cambiata.
Come quando acquisti un abito e la stagione successiva non ti entra più. Certo non è lui ad essersi ristretto, più facile che sia stata tu ad esagerare con il cibo.
Ma un abito lo puoi riporre sperando di tornare al peso forma, con la vita come si fa? La si può cambiare?
E se ad esserti stretto è tutto l'universo che gira intorno ai tuoi giorni, come si fa?

In quel momento era arrivato mio marito, con una mano infilata nel pigiama a grattarsi il sedere, i capelli scompigliati dalla notte e la faccia stravolta dal sonno e piena di grinze da cuscino. Sempre stato molto musone e lunatico la mattina. Si era avvicinato a me e mi aveva posato un bacio svogliato alla base della nuca, rito ormai consolidato da anni di convivenza e che quella mattina mi aveva dato i brividi.
Mi ero limitata ad un sorriso forzato, di quelli che solo gli angoli della bocca si sollevano, ma tu rimani impassibile e seria.
Avevo preparato la colazione, latte bianco per me e un caffè per lui, che in 15 minuti era ricomparso, vestito da lavoro nei campi.
Purtroppo i figli dei contadini non hanno vacanza, pur avendo il loro lavoro, nel week end sono obbligati ad aiutare i beni di famiglia. Ovviamente le loro mogli si adeguano.

Ecco questa era una cosa che mal sopportavo, da sempre. Costretta a lavorare 10/12 ore durante la settimana, nel week end sognavo passeggiate in centro città, aperitivi all'aria aperta e due chiacchiere con gli amici. Ma a noi non era concesso. Da noi c'era sempre qualcosa da fare.
Spargere il sale nei campi, zappare l'orto, raccogliere le patate. Io avevo messo in chiaro subito le cose, che con un'attività in proprio e le ore infinite di lavoro settimanale, nel week end mi meritavo riposo e relax... che di fatto non ho mai avuto.
Pensavo alla casa, alle pulizie, allo stirare, al preparare pranzi e cene.
Mi sembrava di essere felice....

Mi sembrava soltanto...

Vs Libby

venerdì 1 febbraio 2013

Amarezza

A volte non ti aspetti che la delusione e l'amarezza, arrivino da fonti inaspettate, quindi rimani lì un po' spiazzato, come se ti risvegliassi in un letto non tuo, in una casa non tua, in una vita non tua.

Una discussione nata così, mentre si parla di casa.... e si finisce per parlare di figli, di gravidanze, di fivet.

Io lo so che ci sono donne che per avere un figlio farebbero di tutto, qualunque cosa... per loro, se tu non fai altrettanto non lo desideri abbastanza, per quelli che non sanno nemmeno di che si parli, sei una sfigata pietosa, che si attacca alla scienza per raggiungere un desiderio che per te non è poi così normale, come la natura ti ha fatto credere che sarà!

Ognuno affronta le cose a modo suo, le vive, le metabolizza, le incamera. Poi le lascia andare, le lascia uscire. Prende da loro una certa distanza e rimane a guardarle quasi impassibile, come se non gli riguardassero affatto.

Questa cosa è sbagliata a quanto pare. Il voler difendere la propria anima dai dolori e dalle delusioni con ogni mezzo a disposizione è sbagliato.

Mi sono sentita una merda ieri sera... quando mia madre e mio marito, hanno deciso cosa devo sentire e cosa no.
Hanno deciso che io ho eretto un muro, dove mi sono nascosta e fingo che non m'interessi diventare madre.
Hanno deciso che sono anche egoista, perchè dopo esser stata male come un cane per un mese e oltre, non voglio rimettermi a gambe all'aria in una sala operatoria così fredda che battevo i denti, che sono una bugiarda, che non è vero che rinuncio ad un altro tentativo perchè ho passato giornate intere a urlare dal male... no.... non è vero. Io non lo faccio perchè ho paura della delusione....
Ma quale che sia la ragione.... che importanza può avere?

Mia madre poi, con tutto l'amore che può, mi viene a dire che io sono TANTO più vecchia di mio marito, che tra 5/6 anni io non potrò più avere figli e lui si. Lui avrà ancora il desiderio di diventare padre e allora andrà in cerca di un'altra con cui fare famiglia..... e in tutto questo mio marito non ha aperto bocca, non ha nemmeno provato a dire di no! A dire che l'amore non è solo fare bambini....
Cosa dovrei pensare ora? Come mi dovrei sentire?

Cos'è allora una minaccia? Se non rimarrò in cinta resterò sola e cornuta? Se non farò la fivet fino a morire di dolore, non sarò stata abbastanza temeraria per lui?
Non capisco... doveva essere una cosa per convincermi? Per darmi un ultimatum?

E poi... più cerchi di far capire il tuo punto di vista, più avvalori la loro tesi, che non è vero che non ti interessa.

IO NON HO MAI DETTO CHE NON M'INTERESSA..... 

Nella felicità che sento nell'apprendere che Tizia o Caia sono in attesa, provo una sottile invidia per una cosa che a me non è stata ancora regalata, non mi è stata data questa possibilità, sono diversa, la natura mi ha giocato questo scherzo e sono diversa. Ho provato più volte ad aggirarla, a truffarla, ma ha sempre vinto lei. Non sono contenta di questo, certo che no, ma se mi fa stare meglio pensare alle altre cose belle della vita, è tanto sbagliato?
Se tiro su un muro per tenere fuori questo desiderio che non posso realizzare, se questo mi fa vivere meglio, è tanto sbagliato?

Da tutti avrei accettato certi discorsi, certi consigli, certe illazioni, ma non da due tra le persone che amo di più al mondo.
Sono troppo delusa, amareggiata, sconcertata e dolorante.
Che a volte non ci si arriva proprio, non si capisce che ci sono argomenti che fanno stare male e fanno soffrire.
E prova a difenderti, prova a dire che nella vita c'è altro "ti stai solo autoconvincendo", prova a spiegare che ovviamente ci stai male, ma che sei consapevole che le cose sono andate così e che forse non cambieranno ma che cerchi di vedere anche il resto del tuo mondo "Sei solo invidiosa che le altre fanno figli!", "Rimarrai sola perchè sei figlia unica e quando sarai vecchia non avrai più nessuno", "Non è vero che non rifai la fivet per paura del male, ma perchè hai paura della delusione", "Non è vero che il problema è stato il dolore fisico", "Non è vero che stai bene così", "Non è vero che non vuoi figli", "Non è vero che sei consapevole di cosa significhi non averne".

ALLORA CAZZO DITEMI VOI COME STO, DITEMI VOI COME MI DEVO SENTIRE, DITEMI VOI COSA SUCCEDE NELLA MIA TESTA E NELLA MIA PANCIA..... DITEMI VOI TUTTO QUEL CAZZO CHE VI PARE.... FATE PURE ILLAZIONI, DITE LA VOSTRA, SPARATEMI IN FACCIA CHE SONO SBAGLIATA, FATTA MALE, EGOISTA, STERILE, BRUTTA E CATTIVA.... CHE TANTO ORMAI ALLA LISTA NON MANCA NIENTE....

Grazie per avermi fatto del male di nuovo, grazie per avermi fatta sentire una merda, grazie per avermi fatta sentire sbagliata, grazie per la totale incomprensione, per la totale mancanza di empatia....

PERCHE' VOI SAPETE TUTTO E IO NO!

Libby