martedì 27 novembre 2012

La storia dell'uomo che non c'era.

Quando tre anni fa mio marito ed io, arrivammo nell'attuale dimora, la proprietaria, ci illustrò i vari vicini. Ci parlò della famiglia che stava al piano di sopra, ma presto avremmo scoperto da noi le loro rumorose caratteristiche, chi parlò della vicina alla nostra destra, anche lei si fece conoscere presto per essere una rompi palle di prima categoria.
Poi ci disse una frase riferendosi al nostro vicino di sinistra "Beh magari ogni tanto guardate che sia vivo, perchè non si vede e non si sente mai."

In effetti in tre anni abbiamo visto davvero poco il Professore. Non so se fosse davvero un professore a dire il vero, ma a me ha sempre dato sta impressione.
In tre anni, lo avremmo visto si e no 5 volte, camminava perennemente a testa bassa, non salutava e non parlava con nessuno, non riceveva visite e fumava. Sempre, costantemente.
Credo di non averlo mai visto senza sigaretta... era come un prolungamento della sua mano.
Durante i mesi caldi, teneva sempre la porta di casa aperta di un paio di spanne e guardando all'interno, si presentava l'appartamento con un arredamento spartano, proprio da uomo solo.

Il Professore è morto sabato mattina.

Era malato da diversi mesi, lo avevamo visto con la flebo e l'ossigeno, con la faccia grigia e i lineamenti bruciati e cambiati dalla Chemioterapia. L'avevo visto trascinarsi appena fuori di casa con l'immancabile sigaretta.
Il Professore a 57 anni lascia due figli, la mamma, quattro tra fratelli e sorelle, e cognati, nipoti....

Ma allora, tutta questa gente che nell'ultima settimana non faceva che andare e venire, dov'è stata in questi ultimi anni?
Noi eravamo convinti che fosse una persona sola, che non fosse sposato, che non avesse figli o parenti.

Poi mi sono domandata... che tipo di persona poteva essere, se nessuno veniva mai a trovarlo? Il fatto che non socializzasse con nessuno del nostro palazzo la dice lunga, il fatto che non salutasse, che non uscisse mai di casa, nemmeno quando sentiva gente chiacchierare nel parcheggio, mi fa pensare che fosse un burbero solitario, che forse la vita gli aveva rubato qualcosa di importante e che lui preferisse così, starsene per i fatti suoi.

L'ultimo ricordo che ho, è di lui seduto sulla porta di casa, al sole, in pigiama e con la flebo attaccata ad un braccio.
Quindi, quando sabato ho visto quel fiocco viola alla sua porta, un po' di tristezza e angoscia, mi han preso lo stomaco. Anche se non gli ho mai parlato, anche se non mi ha nemmeno mai salutata (e io ci ho provato eh!) è sempre una persona che se n'è andata, una persona sola.

Per tutto il giorno io e mio marito siamo rimasti un po' tristi e abbiamo cercato di fare poco casino in casa, visto che il defunto era ancora a casa sua.
Stamattina i funerali e poi basta, tutti si dimenticheranno di lui morto, come si erano dimenticati di lui da vivo....

Che tristezza la vita a volte, vero?

Vs Libby

14 commenti:

  1. non sapremo mai se il suo stare da solo e isolato era una scelta oppure un fatto non voluto, sta di certo che io spero che a me non capiti mai

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    1. Involontariamente ti fai un'idea. Potrebbe esser stato una persona difficile, per cui la famiglia lo ha allontanato. Magari ha avuto un grosso dispiacere ed ha preferito star solo tutto quel tempo.
      Però è triste, davvero!

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    1. Già... molto! Aveva l'età di mio padre.

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  3. è veramente tristissimo...chissà perchè era così solo :-(

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    1. Mi sa che non lo sapremo mai. Io ho saputo che era malato dalla mia vicina di sopra. Un giorno parlando mi ha detto "Anche il Professore... chissà quanto tira avanti!", io ingenuamente ho chiesto spiegazioni, anche se avevo capito di che parlava. Da quando me l'ha detto sono passati 6 mesi, forse anche meno!

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  4. Angosciante! E poi i vicini son sempre un microcosmo!noi siam stati fortunati anche se i nostri dirimpettai son cosí discreti e poco inclini a fermarsi a socializzare che se dovessero morire dubito ce ne accorgeremmo;-(

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    1. Se devo essere onesta, nemmeno io socializzo molto con i vicini, ma le due parole le scambi. Il saluto non si nega a nessuno. Ma lui era come ....un uomo invisibile!

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  5. Quando sento queste storie mi viene un magone. Penso sempre a chi muore da solo. La solitudine mi spaventa. Non è il caso del tuo vicino, ma chissà quanti vecchi lasciano questa terra da soli. Hanno magari figli e nipoti che si sono scordati di loro. La nonna di mio marito 93 anni, una carabiniera che ha seppellito due figli ed un marito è ricoverata presso una struttura a causa della rottura di un femore. Il figlio la va a trovare tutti i giorni e mio marito, nipote insieme ad altri 3, è l'unico che va almeno una volta alla settimana. Vedessi che tristezza.
    Bah, forse si raccoglie quello c he si semina ma anche no. Dovremmo essere tutti più comprensivi verso gli altri e chiedere magari, oh come stai?
    Baci
    Raffaella

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    1. La vita è così sempre "di corsa" come se tutti dovessimo andare da qualche parte, in qualche posto. Non si ha più il tempo per un caffè, due chiacchiere. Io per prima...
      Non ci si ferma più a guardare chi è rimasto indietro o è rimasto solo. Tutta questa teconologia, che doveva aiutarci a lavorare meno e ad avere più tempo, ci ruba il tempo il doppio di prima. E intanto le persone restano sole.
      Certo, magari non era questo il caso... però mi fa un po' pensare ecco!

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