martedì 10 luglio 2012

Il dolce sapore dei sogni...

Questa notte ho fatto un sogno bellissimo. Di quelli che ti dispiace svegliarti e renderti conto che la realtà ha un saporaccio davvero amaro, rispetto a quello che ti è capitato durante la notte.

Prima di addormentarmi mio marito mi ha baciata e mi ha detto "Cerca di fare dei sogni bellissimi...!", non so se sia stata la sua raccomandazione, ma è stato così.

Ricordo molto poco onestamente, ma avete presente quella sensazione di libertà che si prova? Quella ti rimane attaccata addosso per qualche ora.

Ero nella vecchia fabbrica di mio nonno, il laboratorio orafo in cui ho lavorato per 5 anni, prima di aprirne uno mio con i miei. La disposizione era diversa, ma la luce era la stessa e i banchi erano gli stessi. Addirittura il calendario appeso sopra al lavandino.
Mio padre, mia madre ed io, stavamo guardando delle schiave (bracciali rigidi, in gergo orafo) concave (cose che facevamo in laboratorio ormai 12 anni fa!!!) in oro giallo, facevamo delle considerazioni sulla chiusura e sulla cerniera. Pesavamo alcuni pezzi per capire quale sarebbe stato il consumo di metallo puro.
Poi il mio papà mi ha sorriso e tenendo tra l'indice e il pollice un pezzo mi ha detto "500 pezzi Libby... 500... ce la faremo a farli in tempo?" io l'ho guardato e nel sogno ho visto la mia faccia... sorridevo, gli occhi lucenti e sereni e gli ho detto "ma scherzi??? ovvio che si....!".
Nel sottofondo sentivo il rumore delle pedaline e della sandatrice, il cannello nel forno per far rosso. Il forno a nastro per le asciugature e le macchine delle lustraresse. Era tutto lì, il mio mondo.
L'odore dell'oro, si l'oro, lavorandolo, emette un odore. Un misto tra olio e legante, il tipico odore delle oreficerie, che chi non c'è nato e vissuto non può conoscere.
Mi sentivo bene, cosa che da un po' non mi capita.

Poi ho aperto gli occhi per un rumore molesto (la sveglia) e mi sono resa conto di quanto è diversa la realtà e di quanto è lontano il mio sogno da quello che ho.

Ho passato una vita pensando che la cosa migliore, fosse lavorare in un ufficio.... mia madre, quando ero piccina mi esortava a studiare, perchè così avrei potuto lavorare in un ufficio, sempre elegante, mica come lei che andava al lavoro col grembiule e aveva le mani con i calli.....
Quante cazzate ragazze.... ho amato i miei calli e le mie scottature fin dal primo istante.... lavorare in un laboratorio orafo, creare dal nulla, saldare, limare, carteggiare.... incidere, lucidare, sbavare.... il lavoro più bello e creativo del mondo.



Ci tengo particolarmente a raccontarvi la storia (brevemente) della parure che vedete qui sopra.

Verso la fine degli anni 90, il mondo orafo cominciò a risentire moltissimo della crisi che poi ci avrebbe stesi tutti, così mio padre, che da anni faceva l'orafo, si mise a "giocare" con fili, tubi e macchinari, così da poter creare qualcosa che potesse aiutarci ad emergere.
Abitavamo proprio a fianco della ditta, tanto che dalle finestre della camera dei miei, potevo vedere la fabbrica e quindi anche a tarda notte, mio padre lavorare. Un giorno fu chiamato da un nostro grosso e piuttosto famoso cliente, che per anni aveva lavorato con noi e prima ancora con mio nonno, perchè gli portasse qualche novità.
Mio padre portò varie cose, sempre tutte in linea con le nostre produzioni, prodotti tutti artigianali fatti a mano uno ad uno, niente di stampato, tra le altre cose, lanciò sul tavolo del cliente un braccialettino a fili vuoti, tenuto insieme da alcuni nodini. Quel giorno gli vennero ordinati oltre 20 kg di campioni... nacque così il modello Afrika, che ci fece lavorare per diverso tempo.
Poi però.... per ingenuità di mio padre forse e sicuramente per poca onestà di altre persone, la collezione in questione, fu scopiazzata e riprodotta dalla ditta cliente, lasciandoci in mutande.
Ecco.... quello che vedete sopra, è nato da quel campione che mio padre fece nascere in una sera d'estate. 
Cliccandoci immagino scoprirete anche chi è il cliente di cui parlo ma che non mi va nemmeno di nominare, magari il 99% di voi nemmeno lo conosce, ma nel mondo orafo è uno tra i più ricchi e famosi.
Ho le prove di quello che dico ovviamente.... foto, mio padre non lavorava su disegno, faceva tutto con la mente e con le mani, un vero artigiano.
Ho foto, tante tante foto delle nostre meravigliose creazioni, sono l'unica cosa che mi rimane di un mondo che ho amato fino al midollo....

Vs Libby

17 commenti:

  1. Se è vero che i sogni rispecchiano i nostri desideri, e se ti sei sentita così bene con questo sogno... beh, c'è poco da dire, quello era il lavoro per te, e mi dispiace tantissimo che tu ci abbia dovuto rinunciare, perchè sei piena di ispirazione, di vena artistica.. è davvero un peccato......

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    1. Già, vengo da una famiglia di orafi artigiani. Non sono stata l'unica a dovervi rinunciare. Purtroppo è così che va il mondo. Al momento devo accontentarmi dei sogni e sperare di sognare ancora!

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  2. ma perche non ti apri una botteghina artigiana con le creazioni in oro (per chi può) e quelle in pasta (per chi non può)?
    E' pronto il panino?

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    1. Perchè per aprire una botteghina ci vogliono migliaia di euro e centinaia di permessi. Le altezze giuste, le assicurazioni per i metalli preziosi, i permessi per le emissioni in atmosfera, i permessi comunali, le metrature.... per aprire noi ci abbiamo impiegato un secolo. E poi... chi vuoi che compri oro oggi???
      Non so se il panino è pronto, non devo preparartelo io per fortuna ahahahah! per fortuna tua ovviamente!! Ci si vede dopo!

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  3. si capsice che quello era il tuo lavoro e mi dispiace che non possa esserlo anche adesso. Sarà un commento sciocco ma, hai riprovato a cercare in quella direzione?

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    1. Nulla è sciocco... qui a Vicenza c'erano migliaia di oreficerie, ovunque ti giravi ne trovavi una. Adesso ne sono rimaste poche decine e tutte mal messe.... l'era dell'oro è finita, quanto meno per le persone normali. Per i ricchi non finisce mai un tubo!

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  4. grazie per questa bella storia...ma davvero non si può fare come dice Chanel?...
    ciao Grazia

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    1. Purtroppo no Grazia. Non hai idea dei permessi che vengono richiesti per un laboratorio orafo. Permessi per le fusioni e le saldature, permessi per gli impianti di sicurezza e i macchinari pericolosi (si fa per dire). Assicurazione per la gestione dei metalli preziosi, grate di recinzione, cassaforte.... macchinari di precisione. Guarda uno fa prima ad andare a comprarselo l'oro, che a lavorarlo!

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  5. E' un oggetto bellissimo. Sarai stufa di sentire sempre le stesse cose, però è un peccato che tu non possa sfruttare questa particolarissima competenza...hai mai provato con i grandi marchi? Una mia amica è riuscita ad avere una sua linea di gioielli dopo avere lavorato alcuni anni free-lance con una casa di moda...non dovresti lasciare correre...prepara bozzetti, disegni, inviali a tutti...chissà che alla fine non si apra la famosa porta...:)

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  6. E' una storia bellissima e tristissima. Non smettere di sognare. Chissà, magari un giorno riesci ad aprirlo davvro il tuo negozio. Magari ti cercheranno proprio quelli che ti hanno fregata. Io aspetto sempre sulla riva del fiume. Chissà che qualcuno non passi.
    Raffaella

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  7. So di che parli, quando studiavo l'università ho lavorato come hostess durate le fiere dell'oro e di orafi ne ho conosciuti tanti... è un vero peccato.

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  8. Libby, complimenti per la vostra parure, che è davvero bellissima!! Io spero con tutto il cuore che nulla sia detto e che un domani tu possa davvero tornare a fare il lavoro per il quale sei nata!!... d'altra parte, mica vorrai rimanere con il Messia tutta la vita?????? :-))

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  9. Quanta passione nelle tue parole Libby, santo cielo giuro che se avessi un monte di soldi investirei su di te, perchè questa passione che hai e che metti nelle cose che crei è incredibile. Sprigioni una vitalità che tu nemmeno ti immagini, sembra di toccarli con mano quei gioielli che descrivi.....

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  10. Io sono la prova vivente che quel mondo è morto: negli ultimi 4 anni ho visto migliaia di kili di monili d'oro ridotti in lingotti, clienti costretti a chiudere o a cambiare direzione, i nostri rappresentanti cambiare lavoro....
    Se solo abitassi più vicina....di oreficeria non se ne parla, ma in quanto a controtendenza, MrMiliardo non si chiama cosi a caso!

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  11. Ciao Libby, che storia, che famiglia, che esperienze incredibili che hai alle spalle! Che tempi meravigliosi debbono essere stati. E - mi permetto di dire - che fortuna che hai avuto di poter vivere e sperimentare quel laboratorio! Dev'essere una magia e una enorme soddisfazione - ma anche una grande fatica e un grande rischio - l'artigianato, l'arte orafa... Davvero una storia (la tua!)affascinante. Complimenti al babbo e alla sua capacità di innovazione. Ciao, silvia

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  12. Mi sono commossa.......che meraviglia di storia...Ti auguro di tornare a rivivere i tuoi sogni (questo in particolar modo o qualunque altro) dal vivo.
    Un abbraccio

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  13. Passo per un saluto veloce prima di andare al lavoro... Che bello il tuo racconto, si percepisce tutta la tua passione, grazie per averlo condiviso con noi! Anch'io non amo particolarmente il mio attuale lavoro, soprattutto a causa di colleghi che mi fanno impazzire... Ma è così difficile cambiare strada una volta che si è trovata un po' di stabilità... Se poi ci mettiamo in mezzo gli "altri" problemi, capisco che cambiare ora sarebbe una pessima idea...
    Ti auguro una buona giornata!
    P.S. In questi giorni sono stata poco al pc se non per lavoro, ma oggi ti scrivo un'e-mail :-)

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