giovedì 1 dicembre 2011

Ho parlato del Natale, con tenerezza.

Come ogni mercoledì, ieri sera sono stata a cena dai miei.
Prima io e Dr J siamo andati a ritirare Lucrezia, la lavatrice nuova... No non sono una pazza, spesso do un nome proprio agli elettrodomestici, infatti la lavatrice che ci ha abbandonati, si chiama Marina. Marina stasera se ne andrà col nonno..... in discarica!

Dicevo... al ritorno dal ritiro di Lucrezia, ci siamo fermati dai miei per cena. Due chiacchiere e una pizza e siamo inciampati sul Natale.
Quest'anno sarà un Natale davvero povero, io che adoro fare i regali a tutti, mi dovrò limitare a pochissimi doni solo per i miei genitori, tralasciando i cuginetti e gli zii. Tra me e Dr J invece... vedremo.

E sono riaffiorati i ricordi del Natale di quando ero bambina, quando non avrei mai voluto andare a dormire e quanto, la mattina del 25 mi svegliavo alle 5 del mattino, col desiderio di potermi alzare.
Nella nostra vecchia casa, la porta che divideva la zona giorno dalla zona notte, era parzialmente in vetro lavorato, sicchè la mattina di Natale, le luci dell'albero si riflettevano facendo dei magici giochi di luce. In casa aleggiava profumo di caramelle e il tipico silenzio dell'attesa.
Mi rotolavo nel letto con gli occhi sbarrati nel buio, solo le lucine riflesse sul soffitto mi facevano compagnia. Non c'era più modo di dormire, ma era troppo presto per alzarsi, col timore di trovare Babbo Natale intento a posare i pacchi e che per la sorpresa sarebbe fuggito senza lasciare nulla per me.
Così restavo lì nel tepore delle lenzuola felpate, guardavo la moquette verde bosco tingersi di tutti i colori e fantasticavo sui doni che avrei trovato sotto l'albero. La Barbie Fior di Pesco, con quei capelli biondi e lunghi e gli occhi viola. O il Ciccio Bello che faceva la pupù. O L'indovina chi.
Dopo un tempo interminabile, decidevo di tentare la sorte e in punta dei piedi attraversavo il corridoio e spiavo in camera dei miei genitori. Loro giacevano immobili fra le coperte e allora io tornavo nel letto sconsolata... ancora troppo presto. Solo ieri sera ho saputo che i miei genitori sono sempre stati svegli....fingevano di dormire e trattenevano le risate, divertiti dalla mia impazienza.
Dopo tre o quattro giri, ritenevo che l'attesa fosse stata sufficiente, le luci fuori cominciavano a invadere la mia cameretta, passando attraverso le serrande e per me era un segnale, il momento tanto atteso per un anno intero. Tornavo di corsa in camera dei miei genitori, ma loro non si muovevano e allora, col cuore in gola, attraversavo quella porta a vetri e in silenzio entravo in salotto.


La magia si presentava ai miei occhi, spalancati come la bocca in un espressione di estasiante sorpresa. L'albero sembrava felice nelle sue mille luci e mi regalava una vista favolosa.
Decine di pacchi e pacchettini riposavano muti sotto le fronde, pronti per essere aperti.
Tra un "Oooooh" e un "Aaaaah", scartavo i regali col fruscio delle carte colorate come unico compagno, i miei genitori, nella stanza accanto, ridevano come matti nel sentire le mie espressioni di giubilo, ma quando sentivano i miei passettini arrivare veloci, si rimettevano a dormire.
Sconsolata tornavo in salotto e aprivo tutti i giochi per provare tutto. Ma se non c'è condivisione, se non potevo dire subito a qualcuno cosa mi aveva portato Babbo Natale, la mia felicità non sarebbe stata completa.
Nell'attesa mi guardavo intorno e scorgevo particolari che poco prima, presa dalla smania dei doni, non avevo notato.
Una tazza sporca di caffè-latte, un piatto con alcuni biscotti rosicchiati e una scia di cotone candido arrivava fin sul balcone di casa.... Era stato lì, proprio su quella sedia, Babbo Natale! Stanco e infreddolito aveva bevuto dalla tazza bianca con l'anemone o da quella marrone lucida con le righe. E io le prendevo tra le mani e ne sentivo il calore. Era appena andato via.... e io per poco non l'avevo incontrato.
Con questo immenso amore correvo nel lettone di papà e mamma... era ora di condividere lo splendore di quella mattina, era ora che si svegliassero e che venissero a vedere le cose belle che erano arrivate. Perchè Babbo Natale aveva portato doni anche a loro e presto... dovevano aprirli. E poi Babbo Natale era stato da noi, aveva bevuto dalla tazza di papà il caffè-latte e mangiato i biscotti della nostra colazione... e la tazza era ancora calda e lui era appena andato via e io... che ero sveglia da tante ore, lo avevo sentito aggirarsi in casa. I suoi passi e il fruscio delle carte dei regali. E chissà se erano arrivati con lui anche gli elfi e gli gnomi. E chissà se le renne le aveva parcheggiate nel campo accanto.
I miei genitori divertiti mi ascoltavano, finchè presi per sfinimento mi raggiungevano in salotto, per iniziare questa lunghissima giornata.

Ieri sera, mia madre mi ha fatto vedere la tazza con l'anemone e anche il tazzone marrone a righe. Ci sono ancora, ultimi ricordi tangibili di un'infanzia meravigliosa.

Libby

13 commenti:

  1. Mi hai commosso.
    Questo post è splendido.
    Grazie.
    :-)

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  2. Che dolce.......se ti avessi qui ora ti stritolerei!!!!

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  3. @PRxT: oh... davvero? Ero una bambina tanto felice!

    @Mere: eh eheh.... gh ghgh.... :-D

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  4. Grazie Libby per questo nostalgico racconto che mi ha fatto rivivere i momenti più belli della mia infanzia!!!!!!

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  5. @Giliola: credo che i più fortunati possano tranquillamente condividere i miei ricordi. Il Natale da bambini era pura magia.

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  6. No, niente caffè latte e biscotti, almeno, non mi ricordo, ma l'ansia dei regali è uguali per tutti i bambini!! E i genitori si divertono molto di più dei piccoli!

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  7. Bellissimo racconto...anche io ho bellissimi ricordi del Natale e mi piace un sacco anche ora che lo attendo con la mia bambina...è il cerchio della vita...un abbraccio

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  8. da qualche anno, il natale è tornato ad essere una bella festa anche per me. passato tra le persone care e con molta più semplicità! :)

    da noi il natale è sempre più un natale colorato da contaminazioni delle diverse tradizioni, a tavola saremo: piemontesi, sardi e romani

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  9. oh che bello, mi hai riportato indietro nel tempo, con i miei ricordi del Natale :-)) che momento magico ! Io l'ho poi rivissuto con i miei figli ed è sempre stata una gioia sentire il loro entusiasmo, vedere le loro faccine strabiliate davanti a tutti quei pacchetti:-)
    Si può tornare indietro?

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  10. grazie del bellissimo post :) Questo è il nostro natale, io avevo anche un fratellino, ed era meraviglioso salire ad aprire i regali...

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  11. Che bellissimo post, m'hai fatto commuovere :)

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  12. E' vero...In Natale da bambini ha proprio qualcosa di Magico...

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