giovedì 29 dicembre 2011

Un salto nel vuoto

Ci sono persone che passano la vita ad infilarsi in situazioni al limite della sopravvivenza per sentire la scarica di adrenalina che li fa sentire vivi, altre, come me, che evitano di fare puttanate per poi non ritrovarsi col culo per terra. Diciamo pure che l'unico tentativo che ho fatto, un lancio nel vuoto, è finito con ossa rotte e cicatrici che ancora sto pagando.
Ma è anche vero che l'immobilità della mia vita non mi ha portata in una strada sicura e serena, saranno anche i tempi, per carità, ma stare ferma mi ha fatta diventare quella che sono, una donna grigia e piangente come un salice.
Quindi ieri, dopo aver scritto il post lacrimoso, ho afferrato il telefono ed ho chiamato in Accademia AITI (Associazione Insegnanti Toelettatori Italiani) a Portogruaro. Ho parlato con Francesca, a cui ho spiegato che mi sono pre-iscritta per il corso di settembre 2012, ma che mi sarebbe piaciuto poter fare una visita alla scuola.
Lei è stata gentilissima e molto professionale e già una volta mi aveva invitata ad andarli a trovare. Questa volta ha fatto di più, mi ha fissato un appuntamento per il 27 gennaio alle ore 15, per poter addirittura assistere ad un pomeriggio di lezioni e poi trascorrere il tardo pomeriggio con la titolare che mi illuminerà su quanto io voglio conoscere e sapere. Mi ha inoltre informata che si è liberato un posto per il corso di maggio.
Maggio, capite? Tra soli 5 mesi! Non ho dato conferma perchè devo fare delle valutazioni con Dr J e chiedere qualche consiglio ai miei. Devo tener presente i soldi che se ne andranno per il matrimonio e quello che dovrò sborsare per il corso (giuro che sono un bel po'... anche se io ho il mio finanziatore personale...e di questo gliene sarò grata a vita!), tenendo ben presente che mi dovrò LICENZIARE! (le sentite anche voi? Le campane che suonano a festa? O sono solo nella mia testa?). Certo, potrei parlare col Messia e sentire cosa ne pensa di una sospensione per due mesi, ma io non ho la possibilità di chiedere l'aspettativa, quindi dovrebbe comunque licenziarmi e sostituirmi per i due mesi di assenza.
Non so, questo è un grande cruccio, ma GIURO che io il corso lo farò comunque e poi si vedrà!
Mangeremo cipolla e pane vecchio e vivremo sotto ad un ponte magari, ma basta stare fermi, basta!
Ecco il mio salto nel vuoto... bizzarro e pericoloso. Non so quanti ci credano in questa cosa, ma il pensiero di vedere e di lavorare con dei cani veri, tutti i giorni e non con un cane di persona, mi riempie di gioia e di speranza......
D'altro canto, Dr J non se la sta passando affatto bene dove lavora lui, ha pestato i piedi sbagliati ed ora pare sotto tiro costantemente, che anche per le cazzate si scatena il putiferio. Non ha diritto di replica, è semplicemente colpevole!
Poi ha pure scoperto di avere dei colleghi che sono dei gran figli di puttana! E consentitemelo, come si fa a scaricare tutta la colpa di una cosa successa, sull'ultimo arrivato che non è nemmeno stato istruito a dovere, solo per pararsi il culo?
Ecco la situazione non è rosea, ma avanti così non si può andare, io sono stufa di essere grigia....



Vs Libby

mercoledì 28 dicembre 2011

Come la nebbia...

Sento l'esigenza di scomparire.
Non so se vi è mai successo, se avete mai sentito il folle bisogno di chiudervi in una scatola per sentirvi libere. A me capita questo oggi, ieri e forse anche domani.
Non ce l'ho con tutto il mondo, ma vorrei starmene in pace con Dr J, i miei genitori e basta. Per tutto l'affetto che provo per voi e per qualche amico, dentro di me sento il bisogno di sparire per essere libera.
E' una sensazione piuttosto strana in effetti, ma rende l'idea di protezione dagli eventi esterni che mi sfiorano e mi toccano e mi danno fastidio.
Nella mia testa rimbalza un pensiero, un verbo a dire il vero: CAMBIARE. Tutto, tranne l'essenziale e l'essenziale è Dr J... e il gatto!
Ora pensavo... di starmene un po' in stand by, come se bastasse sparire da qui o da FaceBook per sparire dal mondo e dalle cose che mi fanno star male, invece no, sono un'entità in carne ed ossa, non solo virtuale, quindi non servirebbe andar via da qui, non servirebbe a nulla. Semplicemente potrei scrivere come faccio ora, quando ho qualcosa da dire. Ma sarebbe bello. Sarebbe bello poter vivere la vita come un blog, esserci quando hai qualcosa da dire o da fare e stare nell'oscurità quando invece proprio non hai nulla da condividere.
Sarebbe facile, genuino, sano. O forse no, ma al momento mi piacerebbe essere un'entità virtuale, che possa essere spenta se non mi va più di esserci.





Credo di essere pazza.

Libby

martedì 27 dicembre 2011

Natale 2011

Natale 2011 è passato, con le mani in tasca e gli occhi al cielo, aspettando fiocchi di neve che non sono arrivati, godendosi il sole di giorno e la limpida notte. Fischiettando ha portato doni, tante cose da mangiare e ottimi bicchieri di bollicine bianche e rosse, a far godere i palati più genuini.
Un Natale povero per certi versi, ma sempre ricco di sentimenti e di amori in famiglia.
Tutto sommato con me Babbo Natale è stato generoso e nonostante oggi sia di nuovo in ufficio e il giorno di Natale mi sia parso come una normale domenica, lui è passato e si sta allontanando per lasciare posto alla vecchia Befana e prima di lei, al nuovo anno.

Per l'anno nuovo vorrei cambiare. Cambiare un sacco di cose, quasi tutte per la verità, o forse solo una che aiuti a cambiare tutto il resto, chi lo sa!

Mi auguro di cuore che voi abbiate passato un felice e ricco Natale, che i doni siano stati il compimento dei vostri desideri e che la tavola imbandita non vi abbia fatte ingrassare (dite la verità che questo era il desiderio primario ahahhah!).
Io l'ho trascorso con la mia famiglia, mangiando troppo e chiacchierando tanto. Bevendo due dita di vino bianco e una di vino rosso (notoriamente io non bevo affatto!), scambiando gli auguri via sms con gli amici e di persona con i parenti più vicini. Tutto regolare insomma....

E ora prepariamoci alla nuova tornata di festività, non senza attraversare questa settimana lavorativa, almeno per alcuni!


Vs Libby

giovedì 22 dicembre 2011

Questo Natale e le persone che mi mancheranno...

Ogni pranzo di Natale, da anni, viene organizzato a casa dei miei genitori. Hanno la casa piuttosto grande, con tanto spazio e ogni comodità.
Il Natale, da anni, lo trascorro con la mia famiglia. Mamma e papà, il fratello di mia mamma con moglie e figli (il più grande ha 13 anni la più piccola 8). I miei cuginetti urlanti. Solitamente si aggiungono anche una vecchia zia di mia mamma, la coppia di amici intimi dei miei genitori e, anni fa, la mia nonna materna.

Quest'anno sarà tutto diverso.
Quest'anno ci ha invitati mio zio. Non che non voglia andarci, ma sarà diverso, non sarà il caldo Natale a casa di mamma e papà.

Quest'anno mancheranno all'appello alcune persone. La vecchia zia di mia madre, che ha festeggiato con noi lo scorso anno, ci ha lasciati da qualche mese, alla meravigliosa età di 94 anni, ma l'età non è che un numero, è lo spirito che lascia un grande vuoto. Un posto in meno a tavola.
E poi mancherà infinitamente Pinù, il marito della mia seconda mamma, che ci ha lasciati il 26 ottobre scorso. Sarà come un buco nero, non averlo per il taglio del panettone e per il caffè.
Un po' com'è stato quando se n'è andata la mia nonna materna, il 16 ottobre di diversi anni fa.
Il primo Natale senza di lei c'era un posto a tavola apparecchiato, lasciato volutamente vuoto. Lei era lì e noi l'abbiamo ricordata col sorriso, come avrebbe voluto lei.
E' quello che si fa quando se ne vanno le persone no? Si rivivono i ricordi col sorriso.

E quindi, anche se purtroppo quest'anno sento poco questa festa, che tutto sommato mi piace parecchio, anche se le mie finanze non mi hanno permesso di fare regali a tutti quelli che avrei voluto, mi auguro di poterla vivere al meglio, ricordando chi non c'è e che mancherà e festeggiando anche per loro, che la vita li ha lasciati, lasciandoci un po' più soli.

Non so chi di voi ci sarà domani, io si, io lavoro sempre. Mi fermo un paio di giorni dopo il capodanno, ma fino ad allora lavoro, quindi.... carissime amiche mie, vi ringrazio di cuore per quest'anno triste/felice/incazzoso/polemico/festaiolo, per la compagnia che mi avete fatto, per i commenti, per le polemiche, per le risate. Vi ringrazio di tutto e vi auguro di cuore un Felice Natale... per l'anno nuovo, cascasse il mondo, ritorno per farvi gli auguri!!



Libby

mercoledì 21 dicembre 2011

Conversazioni

Sono rientrata a casa ieri sera ed ho trovato Dr J a letto, ranicchiato sotto le coperte. Con la scusa che la mattina la sua sveglia suona alle 5, nel pomeriggio si fa una sorta di violenza e cerca di andare a dormire qualche ora. Entro di sottecchi in camera, è tutto buio e solo la luce del corridoio, mi aiuta ad evitare di inciampare sulle sue scarpe sparse ovunque. Sembra un angioletto sotto il lenzuolo felpato, mi avvicino e gli sistemo per bene le coperte, come si farebbe con un bambino e lui di scatto si volta e mi fa BAAAAH, facendomi fare un salto...
Ma si può? Mi sono spaventata!

Mi invita nel caldo del letto e ci mettiamo a parlare.
Mi racconta di com'è stata la sua giornata (marrone come la mia!) e di come il suo titolare sembri, a volte, una zitella acida. Non si capisce bene se è perchè aveva le palle girate ieri, o perchè ha deciso di rompergli le palle senza sosta, anche se a questo punto ci chiediamo a che Pro. Dal momento che oggi, domani, dopodomani, può serenamente essere licenziato, senza per altro che ci sia una buona giustificazione. Ad ogni modo lo ascolto attenta.
Mi sono resa conto che sono preoccupata per lui.
Così lo guardo e accarezzandogli il viso punteggiato da una barbetta incolta, gli chiedo una cosa importante.
"Ti prego, non diventare grigio! Ci sono già io di grigia, di senza colori. Tu sei colorato e vivo di colore riflesso, se tu diventi grigio, a me chi mi aiuta?"
Lui mi sorride e mi risponde "Io sono colorato. Per ora. Spero di non diventare grigio."
Poi mi chiede del post di ieri e gli dico che ho delle frequenti ricadute, gli racconto della mia giornata, isterica e incazzosa come sempre... lui trova rilassante quando strillo e quasi piglia sonno. Incredibile!
Poi mi chiede "Qual'è il tuo sogno?" una domanda semplice, quasi scontata e imbarazzante. Ma resto per qualche secondo in meditazione e poi gli rispondo che non ne ho. Non ho nessun sogno.
Lui mi guarda e mi dice "Non è vero, un sogno ce l'hai. Che lui chiuda! Così potrà essere colpa sua se ti ritrovi senza lavoro e non colpa della tua incoscienza o di un tuo colpo di testa. Così, se poi non trovi lavoro potrai sempre dire che sei stata sfortunata, che la ditta non lavora più e non ti mangerai le mani."
Io lo guardo sull'orlo delle lacrime e gli rispondo "No, il mio sogno è non essere più lì, qualsiasi sia il modo."
Lui riprende dicendomi "Pensavi che col mio lavoro avresti avuto più coraggio, più possibilità, ma il mio lavoro non basta e quindi forse sei ancor più triste. E' questo il tuo nodo, il punto che ti fa stare male e viver male tutto il resto."

Avete capito perchè lo sposo? Lui legge me, come il leggo lui, senza parlare e senza bisogno di indagare. E' tutto lì.

E comunque serve a poco vederlo come un buldog inglese, io lo prenderei a badilate, cosa che con un animale non farei MAI e poi MAI. Non c'è paragone.
Stamattina è stato scortese, come ieri e anche come il giorno prima. E' una persona con cui non riesco a trovare un equilibrio. Ho giorni migliori e giorni peggiori. E nei giorni peggiori sento le urla silenziose in gola, che se apro bocca per le vibrazioni vengon giù i vetri.

E mi ripeto come un mantra SONO ZEN SONO ZEN SONO ZEN.

Libby

martedì 20 dicembre 2011

Quando il sole dipinge di rosa le montagne...

Mancano 4 giorni poco più a Natale e per me altro non è che una domenica come un'altra. Quest'anno lo sto saltando a piè pari, niente smania da regali (non ho soldi quindi sold out!) e men che meno ho giorni di vacanza, se non qualcuno dopo capodanno, quindi sinceramente è una settimana dell'anno come potrebbe esserla qualsiasi altra.

Non so bene cosa voglio scrivere in questo post, perchè ho passato una domenica molto brutta, in cui ci sono stati troppi silenzi e molte cose brutte che sono uscite dalle nostre bocche, per cui, per quanto poi tutto sia finito in un grande abbraccio, mi ha lasciato l'amaro in bocca.
Una volta di più è stato sottolineato che io sono cambiata, che non sono quella che ero un anno e mezzo fa, che sono diversa, un'altra persona.
Allora capita che guidando alle 7.50 di mattina, abbia di fronte le montagne innevate e che i primi raggi di sole le dipingano di rosa. E allora capisco che davvero è cambiato tutto e che temo, niente potrà tornare come era prima. Forse è vero che sono cambiata, forse quella che ero non c'è più, forse con gli anni mi sono modificata, diventando quella che sono.
Secondo Dr J una vecchia di 70 anni, il che non è propriamente un complimento, e lui è stanco.
Lo sono anche io. Non di lui, mai di lui.
Sono stanca delle piccole sfighe che mi capitano tutti i giorni, stanca di sentirmi una fallita, stanca di sentirmi del tutto inutile. Stufa di una casa non mia che ha un sacco di piccole rogne. Stufa di progetti che non vanno avanti. Sfinita da un lavoro che ...non è commentabile, di un hobby che mi richiede troppo tempo che io non ho.
Allora domenica sera, parlando con Dr J, mi ha detto che sono invecchiata perchè non ho più sogni.
Io ne ho avuti di sogni, tantissimi, ma come vi ho detto più volte, non se n'è realizzato nemmeno uno, quindi ora non ne ho più, perchè se mi permetto di sperare in qualcosa di meglio, rimango delusa dal suo non avverarsi e forse è vero, mi sento vecchia come se le strade mi fossero tutte precluse.
Sinceramente, speravo che sarebbe cambiato qualcosa nel momento in cui Dr J avesse trovato lavoro, invece no, tutto è rimasto uguale a prima, con la differenza che lo vedo meno.
E poi mi sento in colpa perchè c'è gente che se la passa malissimo e io che non avrei nulla di veramente tangibile di cui lamentarmi, non sono felice. O meglio, sono spenta. Ecco la definizione giusta...


Che poi non è vero che una persona che apparentemente ha tutto, non ha di che lamentarsi, perchè lo status interiore, quello che non si vede, magari è più pesante, più debilitante e più grave di quello che è sotto gli occhi di tutti.
E così mi lascio vivere, senza prendere la vita per le briglie e guidarla dove vorrei che andasse. Forse ho fallito troppe volte e ora sto ferma per non fare altri danni... e intanto la vita va avanti, le persone fanno cose e conquistano vette di montagne rosa, mentre io me ne sto a guardare...

Libby

lunedì 19 dicembre 2011

Sfiga come se piovesse

No vabbè, colui che ha detto la minchiata "A Natale siamo tutti più buoni" non parlava di me, questo è poco ma sicuro.

Dire che è stata una domenica orrenda è dire poco, ma se poi al lunedì mattina alle 8.10 hai già capito come cazzo andrà tutta la tua settimana... pre natalizia, capisci che non è cosa e che è il caso che tu vada nella prima chiesa che trovi e ti faccia un bel bagno nell'acqua santa.

Tralasciamo l'orridume di domenica, la cui unica nota positiva è che ho conosciuto una Blogger creativa al mercatino di Natale di Dolo (VE), ma questa è un'altra storia, che forse non vi racconterò mai.

Stamattina esco di casa come tutte le mattine di merda della mia miserabile vita (vi prego, passatemi un po' di melodramma che ci sta tutto), con borsa, borsetta del mangiare e bottiglietta d'acqua, mesta mesta chiudo la porta BLINDATA. Una mandata... due... due.... dueee.... niente. La chiave non gira più. Non chiude, non apre e non si sfila dalla toppa.
A quel punto le parolacce di rito ci stavano tutte.
Ripongo la roba in auto e armata di pazienza comincio a forzare un pochino la chiave. Provo, riprovo, ririprovo... niente fa un quarto di giro e niente di più. Tiro per sfilarla... niente. PANICO.
Ok, penso fra me e me tra le parolacce, niente panico, chiamiamo il boss.
Il Messia mi manda un mio collega dopo 15 minuti, insieme proviamo a guardare come fare, scavalca la ringhiera dietro casa, per sperare nella fortuna che magari ho lasciato la finestra a ribalta in bagno. Ma io sono scrupolosa e d'inverno chiudo tutto. Il  mio collega rimane per mezz'ora, poi lo mando via che tanto non può far nulla e nel frattempo mi richiama il Boss che mi consiglia di chiamare una ferramenta che si occupa proprio di queste cose.
E' lunedì mattina e i negozi sono chiusi.... altra tornata di parolacce. Intanto sto congelando...
Arriva il mio vicino, ore 8.35 che prova a vedere cosa fare e mi suggerisce, eventualmente, di rompere un vetro ed entrare, che da dentro si può sistemare il problema. Ma a casa mia ci sono i vetrocamera e non è così elementare da rompere. Allora mi dice che se alla sera ritorna che sono ancora lì, eventualmente vede di provare a smontarmi la porta finestra e sfilare il vetro senza far danni.
Le ore passano e io telefono a tutti i miei conoscenti, compreso il povero Dr J che è al lavoro dalle 6 della mattina e ha il cellulare spendo (ovviamente). Chiamo mio padre e gli dico "Papà, tu che sei un ex orafo, dimmi che conosci uno scassinatore professionista che mi possa aprire la porta!!" ride ma si scusa nel dirmi che no, lui non conosce nessuno che può fare sta cosa. Ci mettiamo a parlare e vien fuori che, per aprire le porte blindate con problemi di serratura, devono tagliare il pannello della porta.... costo come minimo 800 euro!!! Impallidisco e comincio a raccattare sassi per sfondare il vetro... cazzo, meglio il male minore.
Intanto le ore passano e io ho i piedi blu per il freddo, che anche se salgo in macchina poco faccio. Poi chiamo la proprietaria di casa e le dico il problema, lei ride (che cazzo avrà mai da ridere?), anche se ha smesso quando le ho detto che devo sfondare un vetro per entrare... Mi suggerisce di provare a passare in ferramenta del PaeseOneWay e prendere un lubrificante, che sicuramente la serratura è grippata.
Quindi lascio la mia vicina a guardia della porta e volo in ferramenta. Torno con il lubrificante che non serve ad una beata mazza e mi appollaio disperata davanti alla porta.
La mia vicina, quella sopra dei ragazzini urlanti, mi viene a prendere e mi ospita a casa sua. Sono rimasta da lei fino alle 14, con the, biscotti, pasta al ragù e ancora biscotti, a far conoscenza e a bestemmiare della mia sfiga.
Alle 14.15 arriva Dr J, che nel frattempo ha trovato il mio messaggio e la chiave incastrata nella serratura.
Prova anche lui senza successo e lo lascio seduto come un profugo davanti casa, con un numero di telefono e alcune istruzioni per vedere di recuperare qualcuno che ci aiuti.
Io vengo in ufficio, dove trovo il Messia sul piede di guerra (non perchè io non ci fossi, lui è incazzato a prescindere dal problema).
Dopo un'ora mi chiama Dr J dicendomi che la Ferramenta è chiusa tutto il giorno e che noi non possiamo entrare in casa.
La mia unica preoccupazione? Il  mio gatto! Non può stare senza insulina per due dosi, quella di stasera e quella di domani mattina. Così al telefono dico a Dr J si sfondare il vetro, che non me ne frega un cazzo se sono 200 euro ma il gatto non lo lascio senza la sua medicina.
Dr J ride e mi dice che, grazie all'intervento di un amico della nostra vicina (che il Signore l'abbia in gloria!!) sono riusciti a risolvere il problema senza fare danni. Costo totale 20 €.

Adesso... al di là che tutto è bene quel che finisce bene... sicuramente nella calza troverò tanto carbone per tutte le eresie che sono partite oggi. Ho già un principio di mal di gola per la gelata di stamattina, che alle 8.10 di mattina, fino alle 12.15, sono rimasta al gelo, sicuro che a Natale avrò la febbre!!!
E poi adesso mi dovete spiegare chi cazzo è che me le tira ste sfighe assurde.... perchè io non posso credere che siano fatalità... e che capitino sempre a me.
Pensate che solitamente Dr J fa il turno dalle 14 alle 22, stamattina è andato alle 6, quindi la sfiga si è abbattuta su di me senza un minimo di pietà....

Ora dovrò pure recuperare le ore perse stamattina... cazzo cazzo....!

E non mi dite che a Natale non si devono dire parolacce eh!

Libby

venerdì 16 dicembre 2011

Ma sono così vecchia...

Ok... non perdiamo la calma... è tutto sotto controllo...

Sotto controllo un cazzo, porca boia!!!

Ore 11.45 di mercoledì 14.

Alla porta di casa si presenta un signore della Folletto. Dr J apre:
Folletto: "Salve... lei è il signor Libby?"
DrJ: "No..."
Folletto: "Non c'è la mamma?"
DrJ: "ihihihi... no Libby è al lavoro."
Folletto: "Ah e quando potrei trovarla? Sa sono della Folletto e stiamo facendo il giro dei nostri clienti per presentare il nuovo lavapavimenti...!"
DrJ: "Ah ma noi lo abbiamo già e non siamo interessati ad acquistare altro."
Folletto: "Va bene senti, io ti lascio questo e magari ripasso....!"

Ore 18.45 di giovedì 15

Suonano alla porta e la vostra Libby va ad aprire...
Folletto: "salve, la signora Libby immagino... !"
Libby: "...ssi?"
Folletto: "Ah niente signora, sono passato ieri, ho trovato suo figlio e....."
Libby: "COME SCUSI?????? NON E' MIO FIGLIO, E' MIO MARITO...tra poco...!"
Folletto: "Oh... davvero? Mi pareva tanto giovane...."
Libby: "Certo, lo è, ma ha 30 anni, non 15 e io ne ho 37 e non 60... le pare che possa essere mio figlio????"
Folletto: "Oh beh non so..."
Libby: "Mi hanno dato spesso 5/6 anni di meno, ma mai 30 di più... devo fare qualcosa!"

No dico... ok ragazze, Dr J ha 9 anni meno di me, è giovane, carino.... ma cazzo... come può una persona pensare che un uomo di 28 anni possa essere figlio di una di 37? Non ne dimostro 60 eh!! Chi mi conosce lo sa.

Una cosa è certa, da me quel Folletto non becca un centesimo, perchè nel dubbio fossi il lui, eviterei di fare ste figure di merda!!!!

Sono oltremodo offesa!!

Libby

giovedì 15 dicembre 2011

Prendiamola a ridere... o a badilate!

A volte, davvero, è meglio farsi una risata.
Non credo di avere cambiato filosofia di vita, io sono più per il badile in piena faccia, ma in mancanza d'altro...

Io sono un'impiegata amministrativa. Non sono bravissima nel mio lavoro perchè lo detesto, ma me la cavo.
In quanto impiegata so cosa sono le fatture, le sopravvenienze, le ritenute d'acconto.
Io, in quanto impiegata, non so calcolare la trasmittanza termica dei vetrocamera, non so cosa sia il basso emissivo e men che meno so leggere i disegni tecnici di geometri e ingegneri.

Antefatto
Ieri mattina, ospite del Tugurio-ufficio, c'era un nostro fornitore, il vetraio, che col Messia ha studiato alcuni disegni per formulare una proposta economica (meglio conosciuta come PREVENTIVO) per una ditta. Misure, pesi, posa, fornitura, tempi.... il fornitore si porta via il tutto e ieri sera manda la proposta.
Chiamo subito il Messia al telefono e lo informo che quello che aspettavamo è arrivato.
Lui mi chiede se capisco il preventivo. Si beh, so leggere... ma capire cosa sia un vetro FLOAT con tubolare, o una cassamatta Dorigocompleta (è scritto proprio così) non ho idea di che si parli.
Lui si arrabbia dicendomi che non è possibile che non capisca cosa c'è scritto e che devo chiamare il fornitore e farmi spiegare.
Vi faccio notare che io non ho nemmeno visto i disegni, non che la cosa cambiasse molto a dire il vero. Quindi chiamo il fornitore e mi faccio spiegare cose di cui non capisco un benemerito CAZZO! Prendo appunti e lascio tutto sopra la scrivania del boss.

Il fatto
Appena arrivo in ufficio stamattina, trovo il Messia impegnato a fare un preventivo e subito mi chiama perchè gli spieghi l'offerta ricevuta la sera prima. Gli dico esattamente quello che mi è stato detto (ho preso appunti per quello eh!) e lui comincia a dire che non capisce. Voglio dire.... sti cazzi, ho capito io, cosa sei scemo? Rispiego, sottolineando che non ho idea di come si debbano guardare i disegni, quindi non faccio che ripetere quello che mi è stato detto.
Lui mi dice "Doveva chiedere se la trasmittanza era inferiore a K2gr, se no tanto vale!"
Eh????? Si possono chiedere informazioni di cui non si sa nemmeno l'esistenza? Se hai premura di avere informazioni tecniche prendi il telefono e chiama tu no? Non lasciare fare a me cose di cui non so nulla.
Mentre parliamo arriva un ulteriore foglio dell'offerta, con scritto "maggiorazione vetrate" per n. 4 pezzi ecc ecc.
Il Messia si volta e mi dice "Questa che roba è?"..... e lo chiede a me? "Non lo so" gli rispondo sincera. E lui "Come non lo sa? e quindi cosa facciamo la buttiamo via?" ovviamente urlando.
Io lo guardo e gli dico "va beh provo a chiamare!".
Telefono e queste sono le testuali parole che il fornitore mi ha riferito e che io a mia volta ho girato al Messia:
"Quel preventivo è riferito a 4 vetrate temperate che danno su Via Le Mani dal Sedere, me le ha richieste lui anche se non c'erano disegni di riferimento".
Risposta del Messia "ma cos'è matta? Non ci sono vetrate temperate, non ci sono vetri che danno sulla strada... deve capire bene quello che le dicono..."
Rido. Rido perchè a volte mi pare di essere su Candid Camera...
Gli ripeto con garbo che questo è quello che mi ha riferito il fornitore e che io NON ho visto i disegni, NON ho visto lo stabile, ha parlato LUI col fornitore, ha mandato LUI al fornitore la richiesta d'offerta, quindi, come può pensare che io sappia di cosa si parla?
Strilla e io sorrido.... strilla che devo farmi dire di cosa si tratta.
Richiamo il fornitore e gli faccio la stessa domanda di prima aggiungendo che non capisco, questa maggiorazione, a che porta si riferisce. Il fornitore scocciato (avrà pensato che sono rincoglionita) mi ripete che non è una maggiorazione riferita ad una qualche altra porta, ma che sono 4 vetrine che danno sulla strada. Al che, mi volto verso il Messia e gli ripeto le testuali parole....
Il Messia si incazza e viene al telefono. Parla col fornitore come se stesse parlando con la Madonna, che ovviamente lui fa il cafone solo con noi. Non so cosa gli abbia detto il fornitore, so solo che messo giù il telefono si volta soddisfatto verso di me e mi dice "Come sempre non ha capito un cazzo... queste sono 4 vetrine che vanno montate sui serramenti che danno sulla strada...!"
Io lo guardo sconcertata e gli rispondo "Come le avevo detto io....!" poi decido di lasciar perdere e sorrido....

Nella mia testa una vocina mi diceva "Sorridi e tira dritto, tanto questo è irrecuperabile....pover'uomo!".

No vabbè ma dico.... vi rendete conto? Avete una pallida idea di cosa significa lavorare con un tale pazzo?
E' come se gli avessi detto che la neve è bianca e che lui mi avesse risposto che non capisco un tubo perchè la neve è bianca.... sono io che sono tarda? No perchè qualche dubbio mi viene.

E poi dico... porca troia, hai fatto tutto tu, che cazzo chiedi a me di cose che non so un tubo???
Roba da malati di mente....

Vs Libby

mercoledì 14 dicembre 2011

Risvegli.

A volte basta poco a risvegliare delle immagini e dei ricordi.
La musica secondo me è il conduttore migliore in assoluto. Ci vuol poco, due note e come una folata di vento arrivano i ricordi.

Quattro anni fa ero una persona che definirei... furibonda. Non perchè fossi arrabbiata, ma perchè stancavo il corpo a tal punto da non sentire nulla nella mente e nel cuore e me ne rendo conto adesso, che sono praticamente anestetizzata dalla vita.
Cosi passavo ore e ore a ballare, tra i corsi e le serate e mi divertivo, mi divertivo davvero tanto.
Fu lì, in quel periodo, in quei posti che conobbi Dr J e ieri sera, sentendo una canzone, un sorriso mi è comparso sulle labbra, ricordando com'era tra noi due.
Magri, sudatissimi, belli da morire e.... elettrici. Eravamo elettrici e luminosi come un albero di natale. Era come accendere un interruttore. Ci si vedeva, ci si guardava... e PLIIIN... Si trascorreva la serata a ballare e nelle pause a controllarci a vicenda, senza un vero perchè. Dr J era uno molto quotato... io di più! Beh in quanto donna libera.
La libertà in quel periodo è stata un bene e un male. Era bello dover pensare solo a me stessa, fare le scelte, uscire, non uscire. Ma lo era meno al rientro a casa, quando mi rendevo conto che ero sola, che non avevo nessuno a cui dare la buona notte o il buon giorno. Mi addormentavo pensando a lui... a Dr J. Ai baci rubati quando accadeva, o alla totale indifferenza che mi procurava un certo fastidio.

Avete mai notato come, nel guardare il passato, mai e poi mai avresti immaginato che proprio quella persona, sarebbe diventata l'unica per voi? Beh in realtà io lo sapevo. Io sapevo che era lui, lo sentivo con me come un braccio o una gamba, una parte essenziale, pur non conoscendoci nemmeno.
Ero cotta, che di più non si può. Però sapete, mica sempre la cotta diventa amore! Ma io lo sapevo e chi mi legge da parecchio ed ha seguito i miei post nel vecchio blog di Libero, lo sa.

Gli amici mi incitavano a prender tempo e a divertirmi e devo dire che, pur non essendo una gran gnocca, di pretendenti ne avevo parecchi. Di ragazzotti e ometti che mi domandavano di uscire per un caffè, per una cena o per andare a ballare insieme ce n'erano. C'era anche chi mi invitava a casa sua per altri scopi...
Ho sempre detto no, tra la totale incomprensione da parte degli amici più stretti, che si chiedevano perchè.
Io non sono mai stata una da una botta e via e se non ci fosse stato Dr J, forse avrei approfondito qualche conoscenza, cambiando totalmente lo stato attuale delle cose, ma lui c'era e io era lui che volevo ancor prima di saperlo.
Stare con altri, provare ad uscire con altri, mi sembrava una perfetta perdita di tempo, perchè la mia soddisfazione non sarebbe stata una trombata con Tizio o con Caio, la mia soddisfazione si fermava ad un sorrido di Dr J e quindi, perchè sprecare energie altrove?
Neanche quando tra me e Dr J le cose sono cambiate, c'è stato il periodo da trombamici. Magari lui non avrebbe disdegnato, ma tutto sommato è andata bene così... a detta sua, io non ero una da sesso in macchina.... anche se poi è andata proprio così!

Non so perchè stamattina sto pensando a queste cose, forse perchè non sono più una ventenne allegra e nemmeno una trentenne cosciente delle sue potenzialità. Magari ci penso perchè quell'uomo lì, proprio lui, quello che mi ha fatta ammattire per mesi, tra 100 giorni sarà mio marito.



lunedì 12 dicembre 2011

Apparizioni e sparizioni!

Venerdì sera Dr J e io siamo andati a ballare. A differenza del solito, grazie ad uno spettacolo latino, la sala era piena di gente che volteggiava sudaticcia in pista.

Mi piace ballare. Mi piace e mi stanca.
Qualche anno fa, quando io e Dr J non eravamo ancora innamorati, ballavamo per ore ininterrottamente, i motivi per cui non cedevo mai erano sostanzialmente due. Uno era perchè ero più magra, più allenata e con tantissimo fiato in corpo. Due, perchè mi piaceva tanto stare in sua compagnia, quindi più ballavamo, più stavamo insieme, dal momento che in apparenza quelli erano gli unici momenti in cui "comunicavamo" senza prenderci a badilate o senza ignorarci completamente.
Come capita sovente anche nelle migliori coppie, una volta che ci siamo accoppiati e che siamo andati a vivere sotto lo stesso tetto, ci siamo accasati e per un periodo non siamo andati spesso a ballare, complice anche la situazione economica di nuovi coinquilini conviventi.
Non sembra, ma alla mia veneranda età, si fa presto a perdere l'allenamento e il fiato e quando, un anno dopo, siamo ritornati sulle piste, io non ero più la stessa e nemmeno lui, ad onor del vero.

Mi piace ballare, ma mi piace anche star lì a guardare gli altri, mi piace chiacchierare con i miei compagni di baldoria, scambiare battute con i conoscenti del venerdì notte e fare quattro risate. Dr J la pensa diversamente, quindi capita che dopo 2 salse consecutive io sia stanca e voglia sedermi e che invece lui non lo sia affatto.
Balla con qualcun'altra, mentre io rimango in chiacchiera sempre vigile.



E' capitato venerdì che lui ballasse con Tizia 2 salse e subito dopo con Caia altre 2 salse, mentre io me ne stavo seduta da sola. Durante sta pausa di riposo me ne sono andata in bagno. Esco e lo ritrovo sorridente a ballare sempre con Caia.... allora vado nella sala discoteca a vedere che aria tira, ma ci sono solo due poveri sfigati e quindi rientro in sala latino.... e lo ritrovo a volteggiare sempre con Caia.... sti cazzi! Me ne vado in sala Liscio.
Dunque... in sala latino, nonostante io sia discretamente capace a ballare, nessuno balla con me se non sono io a chiederlo e ve lo dico sinceramente... anche no! Può capitare se ho molta confidenza con qualche compagno o ex compagno di corso, che sia io a chieder loro di farmi ballare, ma se no non se ne parla nemmeno.
In sala Liscio è tutto differente, dopo mezzo minuto che ero lì, mi si avvicina un quarantenne di nome Armando, di Verona e mi domanda se mi va di fare un giro di pista. Lo ringrazio ma declino l'invito, so ballare il liscio, ma ero andata lì per prendere una boccata d'aria fresca, che in sala latino si muore di caldo. Lui mi ringrazia comunque, si rassicura che io non voglia davvero ballare e poi mi saluta e se ne va.
Non fa in tempo a passarmi a fianco che un secondo personaggio, mi domanda di fare un tango, sorrido gentile, declino l'invito e gli comunico come al precedente, che sono lì per riposarmi.
Dopo due minuti che questo se n'è andato, arriva un terzo, mi chiede di ballare e io ripeto come un automa le cose precedenti. Non sono insistenti per fortuna, è fine serata e forse anche loro sono stanchi.
Dopo meno di 10 minuti torno in sala latino, dove pare stia dilagando il panico per la mia sparizione.... un'amica mi dice "Dr J ti sta cercando.... era preoccupato!"....mah preoccupato di cosa, se manco si è accorto che mancavo!!!
Allora lei mi chiede "Ma dov'eri che ti abbiamo cercata ovunque!" Beh no, ovunque no, ero in sala liscio, appoggiata alla porta e non mi avete trovata!!! E di nuovo lei "Ma avvisare che te ne vai no? Eravamo in pensiero, specialmente Dr J!".
Tanto per cominciare io non ho avvisato perchè stavano TUTTI ballando, compreso il preoccupato Dr J, che se n'è accorto dopo un pezzo che mancavo, tanto era impegnato a volteggiare con Tizia e poi con Caia, poi, onestamente, ho deciso che dal prossimo venerdì mi trasferisco in sala Liscio, a ballare con i vecchietti con la dentiera, che mi filano di più dei miei compagni di corso/amici, Dr J compreso, che ha tenuto il muso fino a casa e oltre.
Era preoccupato che fossi chiusa in cesso a piangere o dietro una tenda a disperarmi (parole sue) al che io ho chiesto "Coscienza sporca???".
Certo che noooo, però intanto un pensiero lo ha fatto. Che lui vuole ballare solo con meeee, solo che io gli dico sempre di no! Ovviamente non è vero!
La verità è che a lui piace ballare e io si, è vero, A VOLTE dico di no perchè sono stanca, ma è anche vero che gli sono venuta a noia come ballerina.... Dr J, è ora di cambiare eh!
Ergo... non gli proibirò mai di ballare con chi gli pare (a eccezione di una!) ma quando accadrà, dal momento che me ne sto seduta per diverso tempo.... magari mi trasferisco dai "giovanotti" in sala Liscio eh!

A bien tòt!

Libby

venerdì 9 dicembre 2011

Deserto

Deserte erano le strade di stamattina, quando sono venuta in ufficio a girar carte e a perdere tempo. Nella mia zona, anche se siamo ben lontani da Milano, quasi tutte le aziende sono chiuse, tranne la nostra!
Si perchè anche se i miei colleghi girano in officina di qua e di là, per finire 3 pezzi (TRE), per un cliente, alla fin fine non c'è altro da fare.
Stamattina mi sono dilettata a sistemare alcuni archivi e ora mi tengo due fatture da fare per quando sarà in ufficio il Messia, però, a conti fatti, avrei già finito la mia giornata lavorativa.

Le cose, in via generale, vanno così così. Dopo la chiacchierata con la psicologa del centro, mi si è aperta una voragine interiore che non riesco a riempire con niente. Mi sono pure trasformata in una rompicoglioni, isterica e scontrosa e non ne so nemmeno il motivo.
A sopportare tutto questo, quel sant'uomo di Dr J, che ieri sera, forse per addolcirmi un pochino, mi ha fatto anche la crostata di marmellata di fragole!

Stamattina poi, c'era un cielo bellissimo, ora completamente coperto da nuvolacce minacciose e mi sa che prima di sera piove.

Mi sono resa conto una volta di più che del mio lavoro non me ne frega un bel cazzo... qualche giorno fa la signora Messia ha dichiarato (cosa che il marito pensa bene di non esternare) che non sa se riusciranno a stare in piedi. Vedranno con l'anno nuovo, perchè al momento siamo messi piuttosto male. Ovviamente io sarò la prima ad essere, eventualmente, lasciata a casa.
Volete che vi dica la mia reazione? Sollievo!
No lo so, non sono normale, ma va bene così. Si chiude una porta, si apre un portone.... o magari no, ma visto che non ci posso fare niente, di sicuro non mi faccio prendere dall'ansia, che quella di sicuro non mi porta denaro.
Vedremo in futuro come andrà, adesso come adesso sto solo contando le ore che mi separano da casa stasera,  per il resto, sono sotto vuoto!

Novità matrimoniose (a proposito....Poggy tesorooooo, auguri per domaniiii) poche. Ho confermato l'abito e sistemato il problema colore/tessuto. Nient'altro, visto che io e Dr J non facciamo che discutere per gli inviti. Abbiamo gusti davvero differenti e le tre cose di base che volevo rimanessero ferme, per essere in linea con il matrimonio, le ha eliminate, quindi ovvio che non ci si trovi per niente. Siamo in fase sperimentale, ma abbiamo i giorni contati. Per non parlare delle bomboniere, che dovevamo ordinare a novembre e ancora non abbiamo deciso cosa fare... o meglio, io avrei deciso ma lui non è d'accordo!
Insomma, niente va come deve andare.... ma ci amiamo alla follia, nonostante tutto...

Buon week end lungo per chi lo sta facendo, alle altre.... buon fine settimana.

Libby

martedì 6 dicembre 2011

Giorno 1...

Prosegue in silenzio l'avventura che porta Dr J e me, a scontrarci con una realtà nuova e poco simpatica, ossia... la gravidanza programmata.

Ieri mattina alle 11 avevamo appuntamento con la Psicologa del centro, che segue indistintamente tutte le coppie che decidono di intraprendere questo percorso.
Sono sincera... non avevo nessuna voglia di andarci, ma l'alternativa era rimanere in ufficio col Messia, quindi alle 10.30 ho preso la porta e me ne sono andata! Preso la porta in senso figurato ovviamente eh!

Arrivati in ospedale ci siamo seduti in un corridoio in attesa. Pochi minuti dopo la dottoressa ci ha fatti accomodare e la prima domanda è stata "Come va?".
Bene! Come dovrebbe andare?
Alla seconda domanda "Come vi siete sentiti dopo il primo incontro?" io ho risposto "Incazzata!" e le ho spiegato perchè.
Lei ovviamente ha giustificato lo sgarbato collega, spiegandomi che i tre medici addetti ai colloqui, vedono decine e decine di coppie al giorno e in 30 minuti devono raccogliere dati e anamnesi della coppia e spiegare loro la prassi nei dettagli, quindi risultano sicuramente asciutti e poco carini. La cosa importante, dice lei, è tenere a fuoco l'obbiettivo.
Il motivo dell'incontro con lo psicologo, è dato dalla necessità di testare se la coppia sia pronta allo stress del percorso, se sia cosciente del fatto che un figlio cambierà i loro equilibri e la loro vita e se effettivamente i due futuri genitori sono sufficientemente maturi per diventare genitori.
Per carità, non metto in dubbio che possano servire 4 chiacchiere, ma come possono sapere se una coppia sarà pronta all'arrivo di un figlio? Lo sapranno quando arriva immagino.... mah vabbè!

Il discorso poi si è spostato sui problemi che mia madre ha avuto da giovane, sul mio ExM, su come vivo io il momento, per poi approdare al lavoro.
Ve lo dico.... ho preso un sacco di parole eh! Mi ha sgridata dicendomi come sia possibile che a 37 anni io abbia permesso al mio lavoro di rovinarmi tutte le sfere emotive della vita. Come ho permesso che mi rendesse schiava del lunedì mattina, come ho permesso che minasse la mia autostima ecc ecc. Onestamente mi sono un po' infastidita perchè son sempre tutti bravi a dire cosa non va bene (e lo so pure io) ma nessuno ti dice "fai così!" per risolvere. Ti dicono cose ovvie come "cambia lavoro" (un applauso) o "Fregatene" (Standing ovation). Non mi sono tenuta dal risponderle che so anche io quale sia il mio problema e so cosa dovrei fare per risolvere, ma non posso. Io non sono un medico a 2 mila euro al mese!
Allora lei mi ha detto che questa cosa deve assolutamente cambiare, mi ha detto che devo mettere il lavoro in una bolla e fare in modo, una volta chiusa la porta dell'ufficio, che non esista più. Così le ho timidamente parlato del mio progetto... quello da toelettatrice. Mi ha detto "Bene! Ottimo... hai un obbiettivo, non perderlo di vista. Il tuo lavoro ora è solo un momento di passaggio. Adesso fai come ti dico. Ogni volta che il tuo titolare è sgarbato, te lo devi immaginare come un cane... da tosare!".
La guardo sorridendo e subito mi viene in mente il Buldog...


Spostiamo poi i discorsi sulla sfera sessuale e Dr J, che fino a quel momento aveva detto si e no tre parole, spiffera tutti i fatti nostri ad una perfetta sconosciuta, con mio sommo sgomento! Vabbè è un medico... pare insomma che nell'intimità io sia.... una bacchettona, mai rilassata e sempre in pensiero. Come dire che non mi diverto insomma.
Anche lì prendo una tirata d'orecchie!
Insomma, nessun problema fisico, solo problemi mentali.
Sommando tutto pare che la mia incapacità di fare bambini sia dovuta a:
- Problemi ginecologici di mia madre che hanno minato la mia sicurezza per quel che riguarda il  mio apparato riproduttivo;
- Problemi legati a passate esperienze in cui il sesso non era visto come momento di rilassamento;
- Problemi legati allo stress da lavoro e quindi a pensieri indotti sempre negativi;
- La mia rassegnazione: ah già... questo si che è un problema. Io non mi aspetto di avere una gravidanza, ergo, la gravidanza non arriva;
- Varie ed eventuali.

La dottoressa ribadisce che sono in ritardo, che a 37 anni è già tardi... (ecco Mere, per dirti che la tua ti ha detto che a 35 sei ancora giovane... una delle due dice una cazzata!) ... che bisogna procedere rapidamente.
Ho glissato sulla domanda "Come si pone nei confronti del percorso che deve fare da qui all'eventuale gravidanza?", perchè avrei dovuto dirle "Ne ho voglia come di morire!!" e sarebbe risultato contro producente.
Ha concluso dicendo che io e Dr J siamo una coppia ben assortita, che insieme stiamo bene e che quindi cerchiamo di vivere più sereni e rilassati il nostro amore.... ovviamente parlava di me quando diceva più rilassati!
Insomma... ci ha dato appuntamento il 18 di gennaio, intimandomi di fare qualche cambiamento nel mio modo di vedere le cose e di vivere i giorni, così ieri, quando il Messia mi parlava delle manovre del governo (si ogni tanto non urla) a me veniva da ridergli in faccia perchè vedevo questo...


Ahahahahaahah....

Vs Libby

lunedì 5 dicembre 2011

I pensieri del lunedì mattina...

7.20 Suona la sveglia.

Allungo la mano nel buio ed ascolto il respiro di Dr J nel silenzio.
Il mio cervello si accende all'istante, senza indugi...

IoMS (che sta per Mezza Sega): "Oddio no... lunedì mattina, vi prego uccidetemi... non ce la faccio non ce la faccio....!"
IoCP (che sta per Con le Palle): "Su su dai, non rompere, sai quanti lunedì mattina ci saranno nella tua vita?"
MS: "Appunto, uccidetemi.... non voglio andare a lavorare, non voglio andare lì!"
CP: "Devi, quindi alza il culo, lavati la faccia e fai quel che devi fare, non sei più una ragazzina cazzo, hai delle responsabilità!"
MS: "Non m'interessa, non voglio andare a lavorare in quel posto di merda con quella persona di merda... lo odio quel lavoro!"
CP: "Si tesoro, pure io, ma ci dà da mangiare, quindi alzati!"
MS: "Evabeneee!"

Mi alzo faticosamente e sollevo la saracinesca giusto un pochino per vederci meglio, mi stiracchio, sospiro...
MS: "Mi sento male? Potrei... chiamo il Boss, gli dico che stanotte sono stata male e me ne torno a letto acciambellata vicino a Dr J! Vado dal medico gli dico che ho la dissenteria, il vomito, la malaria... e mi faccio dare una settimana....!"
CP: "Certo... e poi? Cos'hai risolto? Che tra una settimana sei di nuovo qui a piangere che devi andare a lavorare, ma sei mancata una settimana e ci sarà un casino immondo e ancora rogne!!"
MS: "Uffff, chi se ne frega....!"
CP: "Lo sai che non si fa, noi non le facciamo ste cose, si sta a casa se si sta male davvero, non così tanto per evitare l'inevitabile!"
MS: "Ma se io mi licenziassi, se andassi là e gli dicessi che mi ha rotto i maroni il suo lavoro di merda....!"
CP: "Ahahaah.... certo che sei un soggetto eh? Poi come lo paghi l'affitto? E il mutuo? E il tuo corso di estetista per cani? E il vestito? E il matrimonio? Penserai mica che possa far tutto Dr  J no?"
MS: "Che vita di merda!"
CP: "Ma di che ti lamenti? Sabato sei stata sotto la pioggia a guardare la foto su una lapide, quello la vita non ce l'ha più. Poteva rimanere altri 20 - 25 anni, e invece se n'è andato... tu ci sei ancora. VIVI."
MS: "Appunto, hai detto bene, VIVI. E ti pare vita questa? Ogni mattina alzarsi con la voglia di darsi una badilata in faccia per non andare in quel postaccio???? Questa non è vita, è un surrogato e scadente anche."

Mi alzo arrabbiata, vado in bagno, faccio colazione, mi vesto, saluto con tanti baci il mio amore ed esco.
Fuori c'è una nebbia grigia e fittissima che non si vede niente.

MS: "Ecco, ci mancava anche la nebbia, sai che sferzata al morale? Anzi, è proprio in tinta con me sta nebbiaccia!"
CP: "Non per contraddirti, ma anche se ci fosse stato il sole, non sarebbe cambiato un cazzo eh!"
MS: "Lo so, anzi, quasi quasi la nebbia mi piace di più visto lo stato d'animo!"
CP: "Guida che è meglio.... guardati intorno, anche se è tutto grigio, non è forse bello?"
MS: "Mmmm... non voglio andare in quel posto, non voglio.... aiuto.... devo trovare una soluzione, non posso pensare di doverci andare oggi, domani, dopo domani... all'infinito. Ma forse... forse le cose vanno davvero come ha detto la moglie giovedì, forse chiuderanno perchè non c'è lavoro!"
CP: "Ma ti rendi conto dei pensieri che fai? Poi cosa conti di fare scusa?"
MS: "E' la spinta capisci? E' la spinta a cambiare, una boccata d'aria fresca... si certo poi sarei nella merda in effetti.... ma sarei come un foglio bianco, tutto da scrivere. Potrei decidere di scegliere un'altra strada e sperare di essere soddisfatta, una volta tanto, di quel che faccio!"
CP: "Eeeee nel frattempo mangiamo muschi e licheni? No perchè uno stipendio ci serve lo sai vero? Sai cosa dovremmo fare? Dovremmo cominciare a pensare che questo è solo un momento di passaggio, un posto di passaggio che ci serve per un obbiettivo diverso."
MS: "Si ma quel che vogliamo fare sarà tra un anno.... un anno ti rendi conto? Un altro anno misero in questo modo, io mi stendo in autostrada....!"
CP: "DIECI mesi... non un anno, 10 mesi. E prima di questa cosa c'è il Natale, c'è il matrimonio... una cosa alla volta! Su che ce la facciamo....!"
MS: "Si ma nel frattempo devo continuare ad andare in questo postaccio maledetto e io non ce la faccio più. Mi viene da piangere e da urlare... e non è giusto arrivare a sto punto!"
CP: "Oh senti, basta eh!!! Credi che io mi diverta? Non è divertente ma ci serve per vivere. E' un posto schifoso, lo so, ma non abbiamo alternative. Potremmo cercare altro, certo, ma lo stesso lavoro in un altro posto, rimane comunque un lavoro di merda in un posto che non conosciamo. Fare altro, adesso è impossibile. Sei stanca? Anche io, ma ci si deve alzare la mattina e andare al lavoro. Dr J non ha uno stipendio da 2500 euro da poter restare a casa, quindi non ci sono alternative!"
MS: "Non è vero che non ci sono alternative. L'alternativa allo stare male è stare meglio...!"
CP: "O peggio...!"
MS: "... l'alternativa allo stare di merda ed essere infelici, è fare qualcosa che ci rende serene. Che vita è questa? Ogni mattina il desiderio di affogarsi nella lavatrice per non andare a lavorare... sarà mica vita questa no? Essere sempre tristi per sto lavoro di merda.... non avere alternative essere incastrati. Desiderare di più e di meglio e non poter fare nulla. Ho un odio viscerale per tutto e tutti....!"
CP: "Sei pazza!"
MS: "Lo so, anche tu!"
CP: "Bene..."
MS: "Bene!"

Secondo voi non ho bisogno dello psichiatra??? Ahahahahahaah!

Libby

venerdì 2 dicembre 2011

Un'amica...

Vabbè oh, sta settimana va un po' così, si parla sempre delle stesse cose.
Volevo raccontarvi cosa mi è capitato ieri....anche perchè stamattina non avevo molto altro da dirvi.

Oggi è venerdì e ieri sera, per prepararmi al fine settimana, mi sono sentita male! Ero qui in ufficio e nell'arco di circa 40 minuti ho iniziato ad avere un fortissimo dolore allo stomaco, tanto che 10 minuti prima dello scadere delle otto ore, ho salutato i miei colleghi e me ne sono andata.
Il male era talmente forte da non riuscire a respirare.
Arrivata al semaforo una fitta da togliere il fiato e un giramento di testa. Mi sono spaventata. Troppe volte ho sentito di gente che ha un infarto e poi si scopre che aveva dolori di stomaco, il collega di Oscar morto lo scorso venerdì giovanissimo e tutta quella serie di sfighe che toccano a tutti prima o poi. Mi sono spaventata moltissimo e ho iniziato ad avere nausea da terrore. Così afferro il cellulare e chiamo a casa Dr J, perchè mi facesse compagnia fino a casa.
Il telefono di casa suona finchè non scatta l'occupato.... non c'è.... comincio a piangere e chiamo al cellulare. Una voce metallica mi dice che il terminale potrebbe essere spento. Fisso il display ormai liquido dalle mie lacrime e il mio terrore aumenta. Dov'è? Cosa faccio?
Sul mio cellulare c'è un sistema di chiamata veloce a foto, ossia, sul display ho 4 foto che cliccando parte la chiamata. Casa dei miei, ma a quell'ora non c'era nessuno, la mia mamma, ma lei guida per lavorare, non posso chiamarla in lacrime perchè si preoccupa e magari va a farsi male; Dr J, che però non risponde....e .... mia sorella Ausdauer che mi guarda sorridente. Clicco.... il telefono fa due squilli e la sua voce brillante risponde "Eih ciaoooo!" e io comincio a piangere.....
Oddio che figuraccia!
Ok, io e la Aus ci raccontiamo tutte le nostre disperazioni, ma piangere come una scema al telefono non mi era mai capitato, non con lei almeno.
Le chiedo di farmi riprendere il controllo, le spiego che non sto bene e che mi sono spaventata (è per quello che piangevo) e le chiedo di raccontarmi qualcosa finchè non arrivo a casa.
Detto-fatto.... mi racconta del suo lavoro, delle ore assurde, dei colleghi pazzi, del quaderno della gogna, io mi distraggo e arrivo a casa sana e salva e non piango più.
Dr J non c'è e allora rimango in macchina per un po' a parlare con lei.
Poi rientro e ci salutiamo....
Potrò mai ringraziarla abbastanza? Ok, potrà sembrare una piccola cosa, ma a me ha salvato la vita!

Mi siedo sul divano ancora infagottata nel giubbino e col mio mal di stomaco maledetto, ma sono a casa, al caldo, al sicuro. Dr J non c'è ma mi manda un sms e mi telefona, così ho modo di spiegargli cos'è successo. Aveva anche tentato di chiamarmi, il mio tesoro, ma ero al telefono con mia sorella quindi.
Poco dopo rientra a casa (era andato a ritirare un pacchetto da UPS), mi fa sedere sul divano e prepara la cena.

E' vero che ho fatto quel post sulla cattiva amica... ma parlavo di me infatti, mica degli altri.

Cara sorella, volevo ringraziarti di nuovo, pubblicamente! Non serve che ti dica che io ci sono sempre: notte e giorno, per qualsiasi cosa prendo la Priscilla e corro in tuo aiuto! GRAZIE.

Ragazze buon venerdì e buon fine settimana.
Vi Lovvo tutte.

Libby

giovedì 1 dicembre 2011

Ho parlato del Natale, con tenerezza.

Come ogni mercoledì, ieri sera sono stata a cena dai miei.
Prima io e Dr J siamo andati a ritirare Lucrezia, la lavatrice nuova... No non sono una pazza, spesso do un nome proprio agli elettrodomestici, infatti la lavatrice che ci ha abbandonati, si chiama Marina. Marina stasera se ne andrà col nonno..... in discarica!

Dicevo... al ritorno dal ritiro di Lucrezia, ci siamo fermati dai miei per cena. Due chiacchiere e una pizza e siamo inciampati sul Natale.
Quest'anno sarà un Natale davvero povero, io che adoro fare i regali a tutti, mi dovrò limitare a pochissimi doni solo per i miei genitori, tralasciando i cuginetti e gli zii. Tra me e Dr J invece... vedremo.

E sono riaffiorati i ricordi del Natale di quando ero bambina, quando non avrei mai voluto andare a dormire e quanto, la mattina del 25 mi svegliavo alle 5 del mattino, col desiderio di potermi alzare.
Nella nostra vecchia casa, la porta che divideva la zona giorno dalla zona notte, era parzialmente in vetro lavorato, sicchè la mattina di Natale, le luci dell'albero si riflettevano facendo dei magici giochi di luce. In casa aleggiava profumo di caramelle e il tipico silenzio dell'attesa.
Mi rotolavo nel letto con gli occhi sbarrati nel buio, solo le lucine riflesse sul soffitto mi facevano compagnia. Non c'era più modo di dormire, ma era troppo presto per alzarsi, col timore di trovare Babbo Natale intento a posare i pacchi e che per la sorpresa sarebbe fuggito senza lasciare nulla per me.
Così restavo lì nel tepore delle lenzuola felpate, guardavo la moquette verde bosco tingersi di tutti i colori e fantasticavo sui doni che avrei trovato sotto l'albero. La Barbie Fior di Pesco, con quei capelli biondi e lunghi e gli occhi viola. O il Ciccio Bello che faceva la pupù. O L'indovina chi.
Dopo un tempo interminabile, decidevo di tentare la sorte e in punta dei piedi attraversavo il corridoio e spiavo in camera dei miei genitori. Loro giacevano immobili fra le coperte e allora io tornavo nel letto sconsolata... ancora troppo presto. Solo ieri sera ho saputo che i miei genitori sono sempre stati svegli....fingevano di dormire e trattenevano le risate, divertiti dalla mia impazienza.
Dopo tre o quattro giri, ritenevo che l'attesa fosse stata sufficiente, le luci fuori cominciavano a invadere la mia cameretta, passando attraverso le serrande e per me era un segnale, il momento tanto atteso per un anno intero. Tornavo di corsa in camera dei miei genitori, ma loro non si muovevano e allora, col cuore in gola, attraversavo quella porta a vetri e in silenzio entravo in salotto.


La magia si presentava ai miei occhi, spalancati come la bocca in un espressione di estasiante sorpresa. L'albero sembrava felice nelle sue mille luci e mi regalava una vista favolosa.
Decine di pacchi e pacchettini riposavano muti sotto le fronde, pronti per essere aperti.
Tra un "Oooooh" e un "Aaaaah", scartavo i regali col fruscio delle carte colorate come unico compagno, i miei genitori, nella stanza accanto, ridevano come matti nel sentire le mie espressioni di giubilo, ma quando sentivano i miei passettini arrivare veloci, si rimettevano a dormire.
Sconsolata tornavo in salotto e aprivo tutti i giochi per provare tutto. Ma se non c'è condivisione, se non potevo dire subito a qualcuno cosa mi aveva portato Babbo Natale, la mia felicità non sarebbe stata completa.
Nell'attesa mi guardavo intorno e scorgevo particolari che poco prima, presa dalla smania dei doni, non avevo notato.
Una tazza sporca di caffè-latte, un piatto con alcuni biscotti rosicchiati e una scia di cotone candido arrivava fin sul balcone di casa.... Era stato lì, proprio su quella sedia, Babbo Natale! Stanco e infreddolito aveva bevuto dalla tazza bianca con l'anemone o da quella marrone lucida con le righe. E io le prendevo tra le mani e ne sentivo il calore. Era appena andato via.... e io per poco non l'avevo incontrato.
Con questo immenso amore correvo nel lettone di papà e mamma... era ora di condividere lo splendore di quella mattina, era ora che si svegliassero e che venissero a vedere le cose belle che erano arrivate. Perchè Babbo Natale aveva portato doni anche a loro e presto... dovevano aprirli. E poi Babbo Natale era stato da noi, aveva bevuto dalla tazza di papà il caffè-latte e mangiato i biscotti della nostra colazione... e la tazza era ancora calda e lui era appena andato via e io... che ero sveglia da tante ore, lo avevo sentito aggirarsi in casa. I suoi passi e il fruscio delle carte dei regali. E chissà se erano arrivati con lui anche gli elfi e gli gnomi. E chissà se le renne le aveva parcheggiate nel campo accanto.
I miei genitori divertiti mi ascoltavano, finchè presi per sfinimento mi raggiungevano in salotto, per iniziare questa lunghissima giornata.

Ieri sera, mia madre mi ha fatto vedere la tazza con l'anemone e anche il tazzone marrone a righe. Ci sono ancora, ultimi ricordi tangibili di un'infanzia meravigliosa.

Libby