lunedì 21 novembre 2011

Riflessioni sulla felicità...

Non so come, ma ieri io e Dr J ci siamo ritrovati a riflettere sulla felicità.
Lui si dichiara un uomo relativamente felice.
Perchè relativamente? Beh perchè la felicità estrema non credo esista, perchè se abbiamo 10 vogliamo 15 e una volta ottenuto 15 vogliamo 20. Così il suo "relativamente" è legato al fatto che vorrebbe una casa nostra, uno stipendio ed un lavoro sicuro (e non perennemente in guerra con contratti a termine e orari strani e incerti), questo lo renderebbe molto più felice, ma io ho aggiunto che se avesse tutto questo, forse vorrebbe anche l'auto nuova e le vacanze a Ibiza, per fare un esempio. Quindi, seguendo il mio ragionamento, lui è un uomo felice.

Io non proprio e sicuramente non per causa sua. Il fatto è che ho un'età in cui mi ero immaginata una certa stabilità, mi ero immaginata l'ottenimento di certi traguardi, piccoli e sostanziali. Invece, nonostante gli anni di duro lavoro, non ho ottenuto NIENTE.
Proprio ieri raccontavo al mio bene amato, che da quando ho iniziato a lavorare, dopo il diploma, sono sempre stata una persona che ha lavorato moltissimo, non mi sono mai tirata indietro su nulla, lavorando anche al sabato e alla domenica, facendo, fin da ragazza (19/20 anni) fino a 10/12 ore al giorno. Ero stanca, ma felice. A 23 anni avevo più soldi, sogni e speranze di ora, che a 37 sono sempre in bolletta, con un lavoro che detesto e tutti i miei sogni sono stati infranti.
Inutile dirvi che non mi guardo intorno e non faccio paragoni. Ho coetanee che finiscono di pagare il mutuo per la casa (non un misero appartamento.... una casa!), hanno figli (stendiamo un velo pietoso su questo argomento) e un lavoro che le soddisfa o, se non altro, le appaga economicamente. Addirittura c'è chi può permettersi di starsene a casa mezza giornata, a badare a casa e figli.
Così, tutti quegli anni di impegno lavorativo, di creatività, di programmi e progetti, è finito. La mia voglia di lavorare, considerato che lavorando molto ho ottenuto NIENTE, è ai minimi storici e posso dirmi assolutamente una della classe "Fancazzisti di professione" perchè almeno se nel futuro non otterrò nient'altro che il nulla, avrò la giustificazione di essere una persona che non ha mai faticato per ottenere qualcosa.
Certo certo, c'è gente che sta peggio di me, lo so, ma dite la verità.... quante di voi guardano chi sta peggio? Ecco appunto... si tende sempre a guardare quello che sta meglio, che ha la sua bella casa, che ha un bel bambino, che va in vacanza e cambia l'auto senza doversi vendere un rene.
I miei genitori hanno lavorato come pazzi una vita intera, hanno raccimolato le lire per farmi mangiare, perchè ci sono stati anni in cui rinunciavano alla minestra per darla a me, ma ora i loro sacrifici sono stati in parte premiati. Hanno il culo al caldo, un lavoro faticoso ma che permette loro di mantenere una casetta in montagna, 10 giorni di mare, i fine settimana in giro per l'Italia.
Forse, ho pensato, il mio momento buono è già passato. Forse ho avuto e ora non è più il mio momento. Che sono certa che se io stessi bene con me stessa e con la mia vita, non mi sognerei di guardare quella degli altri.
Non che sia malignamente invidiosa, ma c'è questo sottile sentimento che mi fa dire "ma perchè io, che ho faticato tanto, non ho ottenuto NIENTE?". Che una domanda così se la farebbero tutti no?

Perchè sono convinta che ci siano persone nate con la camicia.... e altre no. Le persone nate con la camicia hanno il percorso che le porta ai loro sogni con estrema facilità, altri che devono lottare con le unghie e con i denti e alla fine, nonostante gli sforzi, non ottengono comunque nulla.

Sono riflessioni tristi e no, non ho una soluzione per migliorare il mio stato. Mi lascio vivere perchè credo che la vita a volte sia come le sabbie mobili, più ti affanni e più vai giù!

Libby

20 commenti:

  1. Nella mia personale esperienza, non credo che sia una questione di nascere con la camicia. Io mi accorgo benissimo di non avere più la determinazione di 10 anni fa, dieci anni fa non mi fermava nulla, adesso anche io mi lascio trasportare... ma vai a fondo. ( e per uscire dalle sabbie mobili bisogna far finta di salire lentamente una scala, passo dopo passo, lentamente... non agitarsi).

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  2. Libby, però posso dirti una cosa? Io sono convinta che il futuro non esista, che il futuro ce lo creiamo noi passo dopo passo, attraverso il presente, e se noi continuiamo a vedere il nostro presente nero (ti dico ad esempio che io, che sono più grande di te, una casa non ce l'avrò mai, e se perdo il lavoro, visto che sono a progetto, alla mia veneranda età, non posso neppure pagare l'affitto e dove vado, sotto un ponte? Però cosa ci penso a fare? Cambia qualcosa rovinarmi il presente, e di conseguenza il futuro, pensando a questo??), anche il nostro futuro lo sarà.. e invece pensiamo che le cose miglioreranno che, se così non sarà, ci saremo illuse, è vero, ma almeno avremo vissuto decentemente il nostro presente! :-)

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  3. io non sono certo nata con la camicia, quello che ho me lo sono guadagnata da sola (tranne la casa che mi è stata data dai suoceri). I miei hanno sgobbato tutta la vita e hanno perso quasi tutto quello che avevano accumulato nel periodo d'oro, adesso che hanno più di 60 anni vanno a pulire le scale a casa di altri e a me e a mio fratello non lasceranno niente

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  4. @Only: oh si, ci ho provato e con entusiasmo anche. Ma nel momento in cui stavo risalendo, mi sono presa una scarpata in faccia. Me ne sto ferma qui, dove sono, per la sopravvivenza.

    @Lisa: il Lisa-pensiero non funziona oggi... ahahaha! Però ho capito cosa vuoi dire. Non trovi tutto questo ingiusto?

    @Vete: ecco vedi? I tuoi sono un esempio di come la vita ti prende in giro. Non avrebbero ora un'età per godersi i sacrifici e gli sforzi? Non importa poi se i miei mi lasceranno o meno. Oggettivamente, ora si meriterebbero di non tribolare più. Come i tuoi. Lo trovo ingiusto ecco. E capiscimi bene, il mio era un discorso basato su gente che conosco nella realtà, è ovvio che ci sono persone che si son fatte il culo e hanno quel che hanno per i loro meriti... tu ne sei un esempio e ce ne sono molti altri ne sono certa.

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  5. Cara Libby, tutto quello che io potrei dirti adesso potrebbe spingerti a mandarmi affancù senza passare dal via, ma corro il rischio. Davvero, lo voglio correre perchè credo ne valga la pena (e mi sono già messa l'elmetto....).

    Non è assolutamente vero che non hai attenuto NIENTE in questi anni, e il solo fatto di pensarlo ti spinge verso il baratro dell'infelicità.
    Non è così.
    Sei VIVA, e questa è l'unica certezza, l'unica realtà alla quale aggrapparsi con le unghie e con i denti per risalire la corrente.
    Se libera, sei sana, sei intelligente, sei piena di risorse, sei brillante e ci sono molte persone che ti vogliono bene e ti amano.

    Perchè butti tutto questo nel gabinetto, pensando solo a quello che non hai?

    Parti da questo, parti dal nuovo giorno che vedi, da ogni respiro che ti nasce nel petto, dagli occhi delle persone che ti vivono intorno e che si riflettono nei tuoi.

    Nessuno ha tutto quello che vorrebbe, è impensabile, non esiste in natura uno che vuole qualcosa e ce l'ha (a meno che non parliamo di cose materiali, che il primo terremoto può far crollare come niente).

    Io guardo spesso chi sta peggio di me, ma non per consolarmi, ma per essere grata di ciò che sono, con i miei pregi e i miei difetti, e con tutto quello che forse non sarò (e non avrò) mai.
    Nessuno al mondo è felice perchè ha tutto quello che vuole. Le uniche persone felici sono quelle che godono di quello che hanno, che non vuol dire accontentarsi, ma vuol dire partire da quel punto di partenza per poter poi andare avanti.

    Non te la butto sulla religione, perchè il vaffancù diventerebbe triplo... Però davvero, secondo me il punto sta nel cambiare la percezione della tua vita, che dal mio punto di vista (per quanto possa valere) è meravigliosa.

    Ti abbraccio forte, come al solito, come tutti i giorni....

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  6. se ti può essere da stimolo, la felicità assoluta esiste.
    io sono assolutamente felice.
    punto. senza se e ma e però
    e se lo sono io perchè non possono esserlo tutti?
    poi però bisogna VOLER essere felici, ma questo è un altro discorso...

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  7. non generalizzare così...ci sono quelli che nascono con la camicia e hanno la pappa pronta. ci sono quelli che non hanno niente e muoiono con niente. e poi ci sono quelli che stanno in mezzo, che sono il restante 80% della popolazione. la vita è fatta di alti e bassi, io ho avuto molti bassi da scavare a fondo, ora sono in alto che mi sembra di toccare il cielo con un dito, ma non sono scema, so che posso tornare col culo x terra in pochissimo tempo, e so che la felicità dura un attimo e che domani potrei star lì a piangere anch'io x quello che ho perso. è solo la vita, fatta di periodi belli e periodi brutti.
    tu ne stai passando uno brutto ma tutto sommato migliore rispetto a quello che raccontavi qualche tempo fa: ti stai per sposare con l'uomo della tua vita (quando qualche anno fa ti faceva dannare..) hai chiuso un brutto capitolo per cui avrai sempre meno a che fare con avvocati e co. ....cosa ti fa credere che le cose non possano migliorare ancora?? su, su, sempre lì a guardare il bicchiere mezzo vuoto tu...!

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  8. Io non sono certo nata con la camicia, lo sai bene quante ne ho passate, e quanti scogli ci sono ogni giorno.
    la felicità assoluta non esiste, c'è quella felicità che vogliamo vivere noi e io cerco di farlo ogni giorno, perchè mi sono accorta che a vedere solo il nero non si va avanti. Il nero magari rimane, ma cerco di andare oltre, anche se a fatica.
    Qualche motivo per essere felici o soddisfatte c'è sempre e allora concentriamo su quello.
    Anche tu ne hai di motivi, uno tra tutti è il fatto che fra poco sposerai l'uomo che ami, l'uomo della tua vita. Non è già un buon motivo questo? ^___^

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  9. @PRxT: non ho pensato neanche un minuto di mandarti affacù e mi rendo conto che quel che dici è vero. Però ci sono giorni in cui non voglio nulla più di quel che ho, ma che vorrei almeno essere più serena e la serenità viene dalla percezione di come vanno le cose in una giornata. E' vero, alla luce della recente perdita di una persona a me molto cara (e che ieri ho trovato nella lista dei miei invitati al matrimonio, non ti dico che buco nel cuore...) dovrei esser felice di quello che ho ottenuto fino a qui e il fatto che io non lo sia è forse visto come un segno di ingratitudine. Ma voglio... non di più... voglio qualcosa di diverso, che mi renda soddisfatta di me la sera e che mi faccia apprezzare quello che ho, anche se è poco. Al momento (e da molto tempo a questa parte) questo non avviene e anche se ci ho pensato, ripensato, riflettuto, non mi viene in mente nulla che io possa fare per cambiare lo stato delle cose e questo è frustrante. Guardare il domani con la prospettiva che sia uguale a oggi... è deludente, anche se penso che può sempre andar peggio e quindi, meglio tenersi stretto quel che si ha!

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  10. @Stefano: mi fa piacere sapere che la chimera della felicità assoluta esiste e mi fa piacere il doppio sapere che tu l'hai raggiunta. Mi hai dato una speranza in più. :-D

    @Candy: si il mio post era proprio un generalizzare, un pensiero a 360° su tutto e niente. Capitoli infelici si sono chiusi e sono solo pensieri in meno a cui rivolgere le mie attenzioni. Sono solo stanca.

    @Luna: certo, lo è.... forse però, per me, per come mi sento ora, non basta. Non che non basti lui o che non sia felice, solo che sono stanca ecco e vorrei poter stare un po' più serena... ma qui ogni giorno ce n'è una!

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  11. Anche io penso che la felicità assoluta non esista perchè si avrebbe la tendenza a volere sempre di più...Però nonostante tutte le difficoltà credo d'essere Felice così...Questo è solo un tuo momento un pò nero e hai la tendenza a vedere le cose non molto positivamente...Ma vedrai che passerà...

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  12. Sono molto vicina al pensiero di Lisa, eppure vengono anche a me questi pensieri, soprattutto quando vedo il mio papà che si fa ancora un sederino così, dopo anni di onoratissima carriera.
    So come ti senti Libby, agli occhi di tante persone non ti manca nulla per poterti definire una persona felice eppure...quel qualcosa manca eccome!

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  13. @Memole: ti ringrazio cara, ma il mio periodo un po' così dura da più di un anno... forse è il mio status, più che un periodo!

    @Rita: ciao bella... forse siamo noi a non essere mai contenti. Bisognerebbe rivalutare le priorità e le cose importanti... sto cercando di farlo, magari scopro che sto meglio con molto meno!

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  14. Uhm...stanchezza????Direi di si...solo quando si è parecchio stanchi si vede tutto nero e non ci sembra di avere alternative....perciò vada x la generalizzazione che hai fatto ma che sia momentanea eh?Perchè non è questione di camicia o fortuna...io non dico sia facile lo premetto e lo sottolineo sia chiaro....ma è pur vero che tu stessa da un po sembri rassegnata a stare lì dentro al posto che odi e che ti toglie ogni stimolo ed ogni voglia nonchè mina la tua sicurezza interiore e annienta la tua determinazione....non perchè vuoi ma perchè facendoti due calcoli affermi sia necessario....non discuto questo ma è cmq una tua scelta se pur in qualche modo obbligata e non questione di sorte avversa....
    ora non so spiegarti perchè hai lavorato tanto e dici di non avere nulla, non ti conosco abbastanza....
    ma è pur vero purtroppo che se ci si rassegna ad una situazione di certo non potrà mai cambiare nulla, se invece si cerca di cambiare con la voglia di osare e la grinta necessaria unita al sacrificio qualcosa dovrà pur cambiare....la via d'uscita bisogna crearsela....non rassegnarti, lo spirito è tutto su queste cose!
    Ti stai per sposare, ok non hai una casa tua ma riesci in qualche modo a convivere cmq con chi ami, il discorso pargolo non lo tocco perchè mi rendo conto che sia troppo intimo e delicato....però a me non sembri una che non ha nulla....di sicuro non sei arrivata all'equilibrio che vorresti avere ma non è detto che tu non possa arrivarci mai....la felicità assoluta non è altro che l'essere felici nello star bene con se stessi e di conseguenza con gli altri, è fare ciò che riesce ad esprimere ciò che siamo....non è utopia nè un valore oggettivo...bisogna però prima di tutto imparare a godere di ciò che si ha e a non voltarsi sempre indietro con i se o i ma....e ricordarsi che nella vita esistono anche i compromessi perchè la perfezione non esiste!Dai cara, è solo taaaanta stanchezza.....non lasciarti abbattere totalmente altrimenti poi è difficile uscirne!

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  15. @Leen: una mia cara amica psicologa mi ripeteva spesso che per "giudicare" gli altri, bisogna vivere nelle loro scarpe per un tempo ragionevolmente lungo!

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  16. @Libby: tesoro, ma qui nessuno ti sta giudicando... Forse ci stiamo provando in maniera un po' maldestra, ma lo scopo di tutte è, fidati, tentare di tirarti un po' su, ognuno come può e secondo le sue possibilità.

    Tutti hanno i loro drammi, quindi il punto non è questo... Il punto è come si cerca di conviverci al meglio.

    Ora me ne vado a casa, che fa un freddo suino. Un bacione.

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  17. @PRxT: il mio "giudicare" infatti era tra virgolette e mi riferivo al fatto che ci sono persone che se hanno drammi personali, riescono a provare empatia per gli altri, ma se all'improvviso la vita gli dice bene, alla stessa velocità sei tu che hai scelto di star di merda! Tutto qui. Non intendevo dire che state giudicando, assolutamente! Anche dalle mie parti fa un freddo indegno!

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  18. Felicità, che bella emozione: la inseguiamo, cercandola intorno a noi; ammiriamo quella degli altri fino quasi ad invidiarla. A volte pare così lontana, sembra sia nelle cose che sono passate o in quelle che non abbiamo o in ciò che potremmo essere e, purtroppo, non siamo.
    Non è così, Libby, credimi. La felicità vera è dentro di te, non al di fuori. E’ quello che senti quando abbracci il tuo compagno, è la gioia che provi quando crei con le tue mani quelle collane/bracciali/borse così carine, è il sorriso che sai donare ai tuoi amici quando parli/chatti/blogghi con loro e così via. E’ lì, proprio nel tuo cuore che puoi coltivare -e far crescere- tutto il bello di cui hai bisogno, tutta la felicità che ora ti manca: il resto è in più, ben venga -te lo auguro sinceramente- ma non è necessario per essere felici. Certo non hai avuto una vita facile ma sei una persona cara ed hai tutto: compagno, amiche, capacità, per poter ancora tirar fuori il meglio di te e sorridere ancora come sai fare per bene. Ed il resto del mondo? Pazienza, tu intanto canta con dr. J “siamo la coppia più bella del mondo? E ci dispiace per gli altri...”

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  19. @Mario_fr: bellissimo commento e mi ha fatta sinceramente sorridere. Esistono le giornate in cui vedi tutto nero e giornate in cui, tutto sommato, pensi che il nero sfina!!! E' vero tutto sommato... cosa mi manca?!
    Ciaooo

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  20. Non sono nata nemmeno io con la camicia, anzi direi proprio col piede sbagliato...guardare e vedere gli altri che hanno tutto senza far fatica fa una male cane....ma sono consapevole che non sarà mai così per me..
    ma...ho un figlio e un uomo che mi amano.
    Il resto, anche se stupendo, faccio finta di non vederlo.
    Tati.

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