mercoledì 26 ottobre 2011

L'ultimo respiro

Il 1978 fu l'anno in cui io e i miei genitori ci trasferimmo in una nuova palazzina di Paese Natale. Il Condominio La Rosa, era talmente nuovo che alcuni appartamenti non erano nemmeno finiti. Noi traslocammo al 3° piano e una famiglia di Bari a piano terra. Era difficile, in una palazzina vuota, non incontrare i nostri condomini e mia madre e la signora di Bari, si salutavano ogni mattina di ritorno dalla spesa con un "buongiorno". Il marito della signora non c'era mai, tanto che i miei genitori pensavano che fosse sola, con i tre figli. Invece, tutti i fine settimana, quest'omino barbuto e con pochi capelli, dalla camminata strana e dal viso severo, compariva e riprendeva possesso del suo posto di capo famiglia. Il signor Giuseppe faceva il camionista. Di quelli che partivano la domenica notte e tornavano il venerdì, girando in lungo e in largo tutta l'Europa, con quei bestioni che fanno paura. Le figlie della signora Maria avevano una 6 mesi più di me e una 6 mesi in meno, mentre il maschietto era di qualche anno più piccino. Impossibile, in una palazzina vuota e lontana dal paese, non fare amicizia. Vivemmo lì per 13 anni. Le due famiglie diventarono talmente unite da trascorrere insieme feste di Natale, di Pasqua, vacanze, week end, viaggi, cene e pranzi. Pic nic sui prati e lunghe notti a dormire in 5 sullo stesso letto matrimoniale, perchè noi bambini (nel frattempo nacque il 4° figlio di Maria e Giuseppe) vivevamo in simbiosi. Noi bimbe preparavamo la casa della Barbie per ore e nel più bello che era tutto pronto venivamo richiamate per cena. Con i maschi giocavamo ad arrampicarci sugli alberi, per un periodo  mia madre, che lavorava a casa, faceva da baby sitter del loro figlio più piccolo, che io mi divertivo a vestire come un bambolotto.
Nonostante nel 1991, la mia famiglia si trasferì nella casa attuale, l'amicizia non cambiò di una virgola. Maria si ammalò e superò la malattia con il supporto di tutti noi e le nostre vite procedettero come le normali vite degli altri.
Il giorno del mio matrimonio, Giuseppe si avvicinò al mio ormai ex marito e gli disse "Io di figli ne ho 5, lo sai vero? Occhio a come ti comporti con lei, per me è come una figlia, la amo quanto i miei 4 ragazzi!" ed era un amore ricambiato e corrisposto perchè per me lui era come un secondo papà, e Maria come una seconda mamma e i figli come i fratelli e le sorelle che non ho mai avuto. E così è per i miei genitori nei loro confronti.

Ieri sera eravamo tutti lì, uniti in un ultimo abbraccio e su quel letto di ospedale, non c'era il mio papà, ma il loro, che ad ogni respiro abbandonava un po' di più la vita, fino a lasciarla definitivamente alle 4.30 di questa mattina. In una stanza piccola e soffocante c'eravamo noi, la grande famiglia... c'era Maria, c'erano le figlie femmine mie coetanee, c'era il figlio maschio grande e anche quello più piccolo che per mesi ho vestito. E c'erano i mariti delle ragazze e poi c'erano il mio papà e la mia mamma, che a stento trattenevano le lacrime e c'ero io, incredula e senza parole, in un bagno di dolore tanto grande da non lasciarci respirare.
Se n'è andato, ci ha giocato questo brutto scherzo e dopo 33 anni insieme, dopo 33 anni di amicizia e affetto, ha deciso di cominciare questo percorso da solo, lasciandoci interdetti e senza parole, lasciando i nipoti crescere senza il nonno e la moglie senza marito e i figli, anche la 5° senza un padre.

E in questo dolore immenso, l'unica cosa che posso fare, è dar loro un po' del mio papà, che è anche un pochino il loro, nella speranza che col tempo possa alleviare quel buco immenso che ha lasciato.

Ciao Pinuccio!

Libby

18 commenti:

  1. è bello sapere che avete condiviso molto più di un rapporto di buon vicinato, sono sicura che l'affetto che lega te e i tuoi a quella famiglia potrà aiutarli in un momento difficile

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  2. @Vete: sono certa di si, mia madre alle 6 era in ospedale con loro, per poi partire e andare a lavorare alle 7.30. Ma lo sappiamo che qualsiasi persona tu abbia vicino in quel momento, hai bisogno proprio della persona che non c'è più!

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  3. Che bella storia però...un abbraccio alle sue due famiglie.

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  4. e' vero il vuoto è incolmabile, ma l'affetto aiuta tanto.
    ps. non ci crederai ma Tiziano e' di verona!!! baci ilaria frollini

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  5. UN FORTE ABBRACCIO.
    mi hai fatta commuovere,immagino quanto questa famiglia sia importante per te ed il dolore provato per il tuo secondo papà.
    mi spiace tanto

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  6. Una bellissima amicizia unita anche nel dolore...mi hai commossa.

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  7. Mi spiace tanto per il tuo secondo papà;-(;-( però è una storia bellissima e davvero d'altri tempi!!!

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  8. Bel post, belle emozioni.
    Dalle mie parti mia madre ha rapporti del genere con molti vicini.
    Che bello... Io qui a mala pena conosco chi mi sta accanto, ma temo sia colpa del lavoro, star fuori tutto il giorno non aiuta, almeno non a me...

    Sono vicina al tuo dolore, ma come ti hanno già detto, sii felice di tutti i momenti meravigliosi che avete passato insieme.

    Un abbraccio sincero.

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  9. Mi spiace immensamente....ti mando un abbraccio forte davanti a queste cose personalmente rimango sempre senza parole....

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  10. Abbraccio fortissimo tu e mi allargo per prendere anche le tue "sorellastre" e la famiglia.

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  11. Un abbraccio fortissimo a te e alle due famiglie!

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  12. Libby, è un dolore fortissimo quando capisci che, pur avendo passato la vita con una persona, ad un certo punto le strade si dividono e lei ti abbandona, per sempre.. io voglio credere che, chi ci lascia, vive per sempre nel nostro cuore e, comunque, ci dà un occhio da Lassù e ci protegge! Ti abbraccio forte!

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  13. Che bello questo post. L'amore che avete condiviso resterà x sempre...un abbraccio

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  14. Che bel post e che meravigliosa amicizia.
    Un abbraccio a te e a entrambe le famiglie.

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  15. Senza parole... una preghiera per il tuo secondo papà

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  16. Ringrazio tutte, una ad una per le belle parole. Oggi è andata così, vi ho lette ma non ho commentato e non vi ho risposto. Vi mando un bacione però... uno per una!

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